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Investimenti immobiliari, imprese e società, lavoro, visto, affari, entrata e permanenza in Brasile e a Capo Verde: gli esperti del nostro gruppo (tecnici in transazioni immobiliari iscritti al CRECI, avvocato e consulente fiscale) risponderanno in italiano alle vostre  domande più frequenti...

 
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Investimenti in Brasile
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Ecco le nostre risposte recenti:
271) Buongiorno,complimenti per il vostro servizio davvero utile...vi espongo il mio problema: sto pensando di trasferirmi in Brasile e vorrei chiedere il visto permanente da investitore con 200.000 euro,ma non ho capito la procedura di richiesta...il visto va chiesto qui in Italia?se per favore mi spiegate passo passo la procedura...grazie e ancora complimenti. (Gemunno - 31/08/2017)

La ringraziamo dell’apprezzamento. Il visto va richiesto in Brasile dopo aver costituito una nuova società ed inviato il denaro sul conto della società  (oppure acquisito una quota di una società già esistente), è il ministero del lavoro in Brasile (MTE) l’organo competente  al rilascio del visto di investitore, ma sarà poi il consolato italiano di Roma o Milano  ad apporre il visto sul passaporto del richiedente.  Dal lato brasiliano saranno necessari tutti i documenti della società, dell’invio del denaro, contratto di cambio con la banca, piano di investimenti che preveda assunzione di personale brasiliano, etc. dal lato italiano, una volta autorizzato il visto dal MTE, bisognerà  consegnare al consolato il casellario giudiziale generale ed il certificato dei carichi pendenti dai quali risulti "nulla", informazioni  a questo link: http://fortalezavacanze.net/visti.htm - il nostro ufficio di Fortaleza si occupa delle pratiche di visto di investimento, costituzioni società e investimenti immobiliari e commerciali  http://www.bmimobilis.com/Grupo-GoldmediaIT.htm

Note importanti: 1) per investimento si intende l’invio del denaro sul conto della società finalizzato all’acquisizione  di quote  del capitale sociale  2) il piano di investimenti deve avere un previsione almeno biennale e prevedere l’assunzione di personale brasiliano, è bene fare un piano di investimenti reale ed applicabile per non vedersi poi al rinnovo triennale del visto la contestazione di non averlo rispettato 3) la nuova normativa prevede controlli e verifiche  che possono essere anche intermedi sulla reale esistenza ed operatività  delle attività dell’impresa.

270) Cercando notizie sul Brasile ho trovato il vostro sito e davvero complimenti è utilissimo. Volevo chiedervi solamente una cosa.  Vorrei aprire una onlus in Brasile.  Mi hanno fatto un preventivo alcuni contatti dicendomi che come straniero ho necessità di un rappresentante legale, un commercialista e un partner che ci rappresenti a cui rilasciare la totale decisione e gestione amministrativa.  E tutto questo al prezzo di 3500 e non ho capito se Reis, Euro o dollari.  È indubbio che come onlus già è molto difficile Ricevere dei fondi e quelli che otterremo dalla casa madre che si trova a Londra in parole povere dovrei versare e lasciarla totalmente gestire a loro?  (Chiara – 09 agosto 2017)

Una ONLUS è una persona giuridica di diritto privato che, pur non avendo finalità lucrative come una impresa commerciale,  segue le stesse regole almeno nella fase di costituzione, deve avere un CNPJ (equivalente della nostra partita iva), uno statuto registrato, registro presso la Junta Comercial, etc. e a meno che  non esistano autorizzazioni governative che autorizzano una ONLUS straniera ad operare nel paese, deve avere un rappresentante legale residente in Brasile (cittadino brasiliano o straniero in possesso di RNE). Il rappresentante legale residente è una esigenza di legge brasiliana, anche tutte le società straniere lo devono avere, almeno nella prima fase di costituzione, ma questo non significa che il soggetto amministra l'operato dell'organizzazione, lui deve rappresentarla legalmente e porre in atto le direttive dei soci, delegato dei soci, del consiglio direttivo, etc. è necessario comunque che sia una persona di fiducia, competente  e conosciuta, non sappiamo informare in relazione ai costi di costituzione di una ONLUS in Brasile, ma possono essere simili a quelli di costituzione di una impresa commerciale

269)Buongiorno, bellissimo sito di informazioni. Volevo un’informazione, mi devo trasferire in Brasile come pensionato con visto permanente. Ho acquistato una casa tramite una mia amica nella zona di Serra (ES) La casa, per il momento, è a suo nome .Quando la casa ,che adesso è in fase di finitura,sarà pronta vorrei trasferirla  a mio nome. Ma questa mia amica mi dice che non posso perché sono separato in Italia e al momento della firma del passaggio della casa a mio nome ci vuole anche la firma della mia ex moglie. Mi può dare un consiglio come posso fare. Ho con me la dichiarazione del tribunale dove io vivo (Carrara)della mia separazione, tra l’altro una separazione consensuale. Cordiali Saluti da Francesco (27 giugno 2017)

Per l’acquisto di un immobile in Brasile la firma della moglie non è richiesta (nemmeno nel caso di matrimonio in corso o divorzio lo è)  nel suo caso si rechi in Brasile con certificato di  matrimonio con apostille nel caso sia avvenuta la trascrizione della separazione in municipio, nel caso contrario produca la copia della sentenza o una dichiarazione del tribunale con apostille, a richiesta del cartório lo traduca in Brasile da traduttore giurato, in particolare secondo il codice civile brasiliano con la sentenza di separazione decade ogni forma di comunione patrimoniale.

268)avrei intenzione di trasferirmi in Brasile a Fortaleza con la mia compagna e come investimento per ottenere il visto permanente vorremmo rilevare la quota di una società commerciale di un italiano già residente in brasile da oltre 10 anni. E’ possibile?  Nel caso la quota da rilevare dev’essere di almeno 500 mila Reais? (Alessandro – 06/06/2017)

Si é possibile, la normativa vigente prevede l’investimento in una impresa nuova o già esistente, tuttavia per investimento di R$ 500.000 vi è diritto ad un solo visto,  nel caso di matrimonio potrebbe poi richiedere il visto per ricongiungimento familiare, è possibile anche per la convivente, ma la procedura è più complicata  lunga, altro dettaglio è che il visto non è solo subordinato all’investimento ma anche ad un progetto che preveda la nuova assunzione di personale brasiliano, altre informazioni a http://www.fortalezavacanze.net/visti.htm

267) Sono proprietario a Capo Verde, isola di Boa Vista, di una villa  che ho trasformato in piccola pousada di 5 camere, ho aperto una impresa, siccome la villa è a mio nome come posso fare per chiedere la licenza, la dovró passare a nome della impresa,  fare un contratto di affitto? (Leo – 03 giugno 2017)
In molti municipi per l’emissione della licenza a nome della impresa se l´immobile è a nome di uno dei soci o del titolare della impresa,  non è richiesto nulla, ma se richiesto redigi solo un contratto di comodato di uso gratuito (CONTRATO DE COMODATO DE IMÓVEL), in cui tu cedi in uso gratuito l’immobile alla impresa, anche il contratto di affitto va bene ma andresti a generare della tasse sulla rendita.

266) Ho fatto un investimento comprando un appartamento in un lançamento con consegna prevista 2019 da una grande e conosciuta  impresa costruttrice di Fortaleza, ma mi ritrovo il contratto a nome di una impresa  di incorporazione a cui pago le rate,  se dovessi avere problemi  chi è il responsabile in questo caso? (Lino – 18/04/2017)

Il caso è comune, in quanto queste grandi organizzazioni costruttrici sono titolari di diverse imprese,  spesso creano una nuova impresa (firma)  anche per ogni nuovo edificio da costruire, le motivazioni sono diverse ma soprattutto di ordine fiscale, nella realtà vi è anche una differenza pratica mentre l’impresa construtora è quella che realizza la costruzione dell’edificio, l’incorporadora si occupa della parte commerciale, contrattuale, amministrativa, in genere la vendita degli appartamenti  è fatta dalla incorporadora, quindi in una organizzazione grande spesso troveremo una construtora e piú imprese incorporadoras. Adesso sulla questione della responsabilità i casi possono essere diversi, puó essere un gruppo in cui l’incorporadora è una partecipata della construtora, o soggetti diversi magari con gli stessi soci, o anche il caso che la parte commerciale venga delegata ad una incorporadora esterna; tuttavia se l’offerta commerciale è stata fatta da entrambi, entrambi rispondono in solido per obbligazioni contrattuali e tale principio è sancito in Brasile sia dal nuovo codice civile che dal codice di tutela del consumatore. Vi sono degli elementi a cui si da poca importanza ma che sono poi fondamentali in caso di un contraddittorio, e solo elementi pubblicitari, brochure, volantini e persino  foto del modello dell’edificio, l’impresa ha l’obbligo legale di mantenere fede a immagini e promesse pubblicitarie fatte pubblicamente, conservare con il contratto questi elementi è buona norma.

265) Salve vivo tra  Italia e il Brasile da qualche anno. ho il CPF e avendo acquistato un appartamento vorrei intestarmelo. mi stato detto che ci vuole RNE?  é vero? nel caso l’investimento immobiliare rientra nella voce investimento! per consequire RNE  (Giacomo   07/04/2017)

Non è vero,  per intestarsi un immobile è necessario il solo CPF, al contrario però l’investimento immobiliare fatto come persona fisica non da diritto al visto permanente (RNE), in quanto per la permanenza nel paese è necessario un investimento produttivo ossia in una impresa (società). Quindi nella tua situazione puoi mettere a tuo nome l’appartamento ma  con questo investimento non puoi ottenere un visto permanente, maggiori in formazioni sul CPF  a questo link,  informazioni su RNE a questo link

264) Buongiorno, mi trovo in questa situazione : mia moglie, brasiliana residente in Italia da 20 anni, aveva ricevuto in eredità dal padre un immobile nello stato di s paolo in cui ha abitato per tutti questi anni una conoscente. Ora avrebbe intenzione di venderlo ma vorrebbe me ne occupassi io, e già all'epoca in cui aveva fatto la successione aveva lasciato a me una procura registrata in brasile specifica per vendere questo immobile e sem prazo per cui riteniamo sia valida.Lei possiede un conto poupanca attivo al B. do Brasil col quale ha ricevuto di tanto in tanto piccole rimesse. L'idea era di depositare il denaro della vendita dell'immobile ( a mercato attualmente sui 400.000 reais ) su questo conto e poi inviarlo sul c/c italiano di cui siamo cointestatari. Vista la somma ci sono accorgimenti particolari che suggerite? (Andrea – 23 marzo 2017)

Se la procura pubblica é specifica per la vendita dell’immobile in questione e non ha un data di scadenza (sem tempo determinado) è valida per la vendita, il ricevimento del pagamento dell’immobile sul conto brasiliano non é un problema, da un pó di tempo si incontra qualche difficoltà nei trasferimenti di denaro all’estero, dovute a nuove norme emanate dal banco centrale,  nel caso specifico con tutta la documentazione in regola dell’immobile, della vendita, registri, dichiarazioni IRPF,  non vediamo particolari  difficoltà prevedibili nel contratto di cambio con la banca, ovviamente il contratto e la rimessa di cambio dovrá essere stipulato dal titolare del conto a meno che la procura pubblica non preveda anche una delega specifica per tale operazione o di rappresentanza sul conto.  Unico problema potrebbe essere il fatto che si tratta di un  conto di poupança da cui normalmente non sono possibili trasferimenti internazionali, ma diverse banche usano un loro conto di appoggio per tali operazioni, suggeriamo assistenza tecnica di un correttore del CRECI - SP.

263) DICHIARAZIONE REDDITI IN BRASILE (IRPF 2017) - Come ogni anno approfittiamo  di questa rubrica  pér informare i lettori sulle regole della dichiarazione IRPF annuale in Brasile, per questo anno entro il 28 di Aprile anche gli stranieri (residenti e non) sono obbligati alla dichiarazione IRPF se hanno guadagnato nel paese piú di R$ 28.559,60  di rendite tributabili nel 2016 (affitti di immobili, lucro di imprese o società, altre rendite), piú di R$ 40.000 di rendite non tributabili,  possesso di beni o diritti superiori a R$ 300.000 (appartamenti, terreni, quote societarie, conti bancari, applicazioni finanziarie, etc.)  e chiunque abbia realizzato un guadagno di capitale ad esempio con la vendita di immobili, operazioni finanziarie o di borsa, etc. La dichiarazione può essere effettuata tramite con “contador”  o  direttamente tramite il sito della Receita Federal, scaricando un programma (PGD) o  nella sezione virtuale di atendimento e-CAC.  (info a questo link http://idg.receita.fazenda.gov.br/interface/cidadao/irpf/2017 ) - a questo altro link è invece possibile scaricare dal nostro sito una nota esplicativa della IRPF 2017. (staff FortalezaVacanze.net - 05/03/2017)
262) Salve, avrei intenzioni di trasferirmi a Capo Verde, vorrei sapére quali agevolazioni fiscali o finanziamenti sono possibile per uno straniero che intende avviare una piccola impresa, vi ringrazio (Gianfranco – 22 gennaio 2017)

Non vi sono attivi programmi  governativi di finanziamento per piccole o medie imprese straniere, tuttavia alcune banche possono aprire dei finanziamenti per stranieri per investimenti immobiliari o anche di impresa, riguardo alle agevolazioni per aperture di nuove imprese é attivo il programma  empresa no dia” che permette con una burocrazia minima,  in massimo due giorni e al costo di 100 euro circa l’apertura di una impresa o societá commerciale con tutti i registri giá attivi, piú interessante, introdotto nel 2015, è il sistema REMPE che permette alle piccole imprese, quelle con massimo 5 dipendenti e fatturato fino a 50.000 euro annui un regime fiscale con diverse agevolazioni, come  tassa fissa e unica sul fatturato del solo 4% (TEU), esenzione iva, esenzione della licenza commerciale, non obbligatorietà della tenuta contabile ordinaria, etc.  ed altre agevolazioni per i primi due anni di attività.

261) Buongiorno io sono entrato in Brasile il 20 novembre e mi trovo nella necessità di rientrare in italia i 2 febbraio per poi tornare qua a Jericoacoara il 9 dello stesso mese. Vorrei sapere per favore se i 180 giorni del visto turistico vengono sempre calcolati dalla mia prima data di ingresso o se iniziano a decorrere dal zero dalla data del mio secondo ingresso al 9 febbraio visto che ho intenzione di fermarmi fino a circa il 15 Aprile.  In attesa di una vostra risposta vi saluto e vi ringrazio. (Andrea - 11/12/2016)

La normativa in vigore in Brasile prevede  la possibilitá di permanere nel paese, ai fini di turismo o affari,  per un totale di 90 giorni ogni 180 giorni, per un totale quindi di 180 giorni in un anno, non è piú possibile permanere nel paese per 180 giorni continuati,  gli italiani sono esentati dal visto consolare,  il conteggio del periodo parte dalla data di primo ingresso nel paese, quindi se nel suo caso a  partire dalla prima data di ingresso, non ha esaurito i 90 nell’arco di 180 giorni può rientrare senza problemi.  In pratica si parte da zero solo allo scadere dell’intervallo citato, conteggiando 90 giorni di visto massimo, a partire dalla prima data di ingresso per intervalli di 180 giorni alla volta. – altri dettagli a questo link http://milao.itamaraty.gov.br/it/turismo.xml.

260) Salve, aprendo una impresa a Capo Verde, una societá per una pizzeria e bar,  poteste informarmi sui documenti necessari per  il visto permanente. (Adalberto R.  - 10/12/2016)

Potrai far richiesta del "cartão de residência", a questo link la lista dei documenti richiesti per il tuo caso come pubblicati presso la sede centrale della polizia di frontiera DEF, la pratica non risulta molto complicata, tutto si puó fare a Capo Verde, unico documento necessario dall’Italia è il certificato penale (casellario) vistato e tradotto presso consolato o ambasciata di Capo Verde in Italia, tutto il resto si puó fare direttamente a Capo Verde, si  puó entrare con visto turistico e poi eseguire la pratica di residenza. A questo link le sedi diplomatiche capoverdiane in Italia a cui si ci puó rivolgere per legalizzazione e traduzione del certificato penale italiano.

259) Buongiorno, sono un cittadino italiano e possiedo insieme ad un altra persona (anch'essa italiana) una società in Brasile, che ora vorremmo chiudere. Volevo quindi delegare questa persona ad operare anche per mio conto per tutte le operazioni di chiusura. La delega deve avere qualche contenuto particolare? Presso quale ente deve essere validata (consolato, procura, prefettura...)?
Grazie Cordiali saluti  (Dario - 06/12/2016)

La  chiusura di una società in Brasile è denominata “baixa”, nel suo procedimento  piú comune i soci devono riunirsi e sottoscrivere un “distrato social”, che è praticamente un atto di riunione formale in cui i soci decidono la chiusura dell’impresa e la cessazione di ogni sua attività, con questo questo atto sará poi l’amministratore in carica dell’impresa, o un suo delegato,  a firmare tutti gli atti successivi e necessari, ponendo in essere la decisione societaria. Il socio assente in tale riunione puó essere rappresentato da un delegato  anche mediante una “procuração por instrumento particular” ossia scritta in carta semplice, firmata dal socio outorgante, spedita per posta e con firma riconosciuta  poi in Brasile presso un cartorio. Tale procura semplice dovrá  indicare in modo specifico la persona delegata, che puó essere anche un altro socio o lo stesso amministratore, e il potere di firmare il distrato social, deve essere scritta in portoghese,  e va allegata in originale o copia legalizzata al distratto stesso per la sua registrazione presso la Junta Comercial. La baixa di una impresa in Brasile è possibile solamente se l’impresa risulta regolare, con tutte le imposte municipali, statali e federali pagate e in regola con gli obblighi previdenziali, non è ammessa la baixa di imprese che hanno cause giudiziarie aperte di qualsiasi tipo, debiti fiscali o altri contenziosi in corso. Per il modello di  “procuração por instrumento particular” utile al caso puó anche contattare il nostro ufficio di Fortaleza alla mail info@bmimobilis.com le invieranno un modello utile la caso per e.mail

258 )Buongiorno, Mi chiamo alfredo e sono italiano  e sóno in brasile con un visto permanente perche çonvivevo con una brásiliana Putroppo lei e deceduta e io sono rimasto in brasile má ora devo rinnovare il mio visto  Potrei tornare in Itália má siccome la mia povera defunta compagna aveva una casa che ora io ereditero dopo tutta la prassi di inventario del quale io sono incaricato di fare Concludo domandando,
Come faccio a rinnovare il mio visto permanente se sono vedovo oppure c'è una via di uscita e risolvere tutto  (Alfredo  -06/12/2016)

 Supponiamo che nel suo caso non si  vi siano problemi per il rinnovo del visto, presenti la richiesta di rinnovo  già sei mesi prima della scadenza della CIE allegando anche il certificato di óbito del cartório

257) Salve, seguo il vostro sito da tempo,e vi faccio i miei complimenti in merito. Sto per acquistare un immobile in Brasile, o meglio un terreno, dal momento che la casa sopra di esso non risulta regolare (né dichiarata). Ora, è possibile regolarizzare la mia posizione, e il cartorio mi ha informato che ci potrebbero volere anche due anni, (nel frattempo posso fare dei lavori, abitarci, lavorarci, ecc) ma non mi ha saputo indicare i costi previsti (tenendo conto che si tratta di una superficie totale di circa 90 m/2. (Raniero - 11 nov. 2016)

Anche se nella realtà contro la normativa vigente è comune nelle aree interne o periferiche del Brasile costruire piccole case anche senza una licenza di costruzione (alvará) e poi procedere solo successivamente al registro (averbação) sulla matrícula del terreno, poi molte case non vengono nemmeno mai registrate,  si tratta di un procedimento che varia molto da zona a zona in base a  consuetudini di municipi e uffici del registro immobiliare locali (CRI). Si possono tuttavia presentare vari casi, la situazione teoricamente è semplice per una piccola casa di struttura piana (un solo piano) su un terreno di “ domínio pleno”,  senza vincoli e con un regolare registro, la situazione si complica se si tratta di un struttura piú grande, magari di piú piani, su un terreno che ha dei vincoli ad esempio federali (união) o con un registro non regolare,  in ogni caso due anni ci sembra un tempo lungo se non sussistono problemi particolari e vengono ben fatte le procedure.  Piú volte il nostro ufficio ha risolto questi casi,  le maggiori difficoltá le abbiamo avute con case di piú di un piano dove i cartori a volte esigono un calcolo di stabilità con relazione tecnica e collaudo di un ingegnere abilitato (CREA) e in quei casi dove il terreno è soggetto a dei vincoli federali (uniaõ) in particolare terreni vicini al mare, fiumi, laghi, dune, strade federali, etc. Il costo  della procedura è effettivamente difficilmente prevedibile perché solo dopo i rilievi tecnici la costruzione viene registrata al municipio (prefeitura) che gli assegna un  “valor venal” una specie di imponibile da cui dipende, non solo l’IPTU annuale,  ma anche i costi del registro e dell’atto di compravendita.  Se non si entra in ambiti particolari tipo vincoli ambientali o federali, la situazione è solo amministrativa quindi nessuno le proibirá, se proprietario del terreno, di usufruire dell’abitazione insistente sul medesimo, anche affittarla, per  lavorarci sarebbe difficile ottenere una licenza di  attivitá in un immobile non registrato, lei potrebbe fare anche solo l’atto di acquisto del solo terreno e registrare successivamente la casa facendo peró attenzione che non sussistano i vincoli prima menzionati (ambientali o federali) perché in tal caso  la responsabilitá della costruzione sarebbe poi totalmente a suo carico, l’ideale sarebbe far fare l’averbação  della costruzione all’attuale proprietario e poi procedere all’atto di compravendita oppure fare tutto congiuntamente atto di compravendita con averbação della costruzione e in questo caso si risparmierebbe anche sui costi amministrativi rispetto a fare le due procedure separate. E’ bene per questa procedura rivolgersi ad un tecnico del CRECI.

256) Buonasera, sono un cittadino italiano, con intenzione di sposarmi con la mia ragazza brasiliana, nel RN, conosco tutte le procedure per ottenere il visto permanente ed investire in una attività in Brasile, ho un solo dubbio: c'è  un limite minimo di durata del matrimonio, ai fini dell'ottenimento del visto? Se, (con i dovuti scongiuri) dovessi separarmi dalla mia compagna dopo un anno o due di matrimonio,perderei il mio diritto al visto permanente? È esso legato strettamente alla mia condizione di coniuge? Vi ringrazio anticipatamente, e mi congratulo per la vostra professionalità. Distinti saluti ( R.D. - 26 ottobre 2016)

Per principio generale  per mantenere il visto concesso deve continuare a sussistere la condizione che lo ha generato; ossia se il visto di  è lavoro è necessario che continui il contratto di lavoro, se per investimento è necessario che continui l’investimento produttivo che lo ha generato, se per matrimonio è necessario che continui la stabile convivenza  tra i coniugi, logicamente , nella pratica i visti non vengono controllati continuamente e il problema si pone solo al rinnovo (alla scadenza della CIE) quando in genere  si riceve la visita della polizia federale, ma non mancano tuttavia  controlli intermedi fatti a campione o su segnalazioni. Sul visto di matrimonio, dopo aver inoltrato la richiesta si riceve dopo un certo tempo  la visita a domicilio della  polizia federale a verificare l’effettiva convivenza della coppia, e il visto resta  soggetto a quella convivenza, la separazione è motivo di revoca del  visto, venendo meno la situazione che lo ha generato.

255) Ho comprato una casa a fine gennaio 2016 nel Municipio di Vera Cruz – Bahia nell’isola di Itaiparica e ho chiesto il certificato di “dominialidade” al Patrimonio dell’Uniao a Salvador per poter registrare a Vera Cruz il contratto di acquisto della casa, ma ho ricevuto il seguente mail con allegata mappa della casa in cui si attesta che per la prossimità ad un piccolo fiume quasi sempre sotteraneo la proprietà di parte del terreno attorno alla casa è dell’Uniao e per l’uso di tale terreno devo pagare una tassa annua dopo aver presentato documentazione della casa per una valutazione della stessa. Chiedo se la risposta dell'ingegnere della Uniao è valida. In attesa di risposta, ringrazio e porgo distinti saluti. (D.C. – 17/09/2016)

In diverse risposte abbiamo sollecitato particolare attenzione negli investimenti immobiliari laddove sussista prossimità alla costa marina, sorgenti, fiumi, grandi laghi, dune, aree di frontiera  ed altre aree protette. In particolare fasce laterali  di corsi di acqua,  sorgenti e costa marina  sono particolarmente tutelati dalla legislazione nazionale e sono di esclusiva proprietà della federazione (união),  il limite va dalla “linha di preamar média” (un limite medio delle alte maree calcolato nel 1831) per una fascia continua  di 33 metri.  Di tale area viene  in genere viene concessa l’occupazione annessa  alla proprietà  a confine del   “dominio pleno”, come sembra essere nel suo caso, mediante il pagamento di una tassa di occupazione o foro. Questo è da considerare anche un vantaggio rispetto alla rigida legislazione in quanto  costituisce  una concessione; infatti l’união potrebbe non concedere questa occupazione come spesso succede in quelle aree che ritiene di interesse pubblico o per altri motivi che l’ente federale non è nemmeno obbligato a comunicare. Nel suo caso prendendo visione della nota della SPU,  la mappa planimetrica e le immagini satellitari che ci ha inviato è evidente il corso del  fiume che sfocia nel mare e che una ampia porzione dell’area del suo immobile ricade nel dominio dell’união, un eventuale errore, se vi è da parte della SPU,  puó essere sulle misurazioni e delimitazioni di tali aree,  ma quando nasce qualche contraddittorio sui confini la situazione diventa molto difficile in quanto, in una eventuale azione giuridica,  si tratta di giustizia federale, lunga, complicata e costosa con la scarsa possibilità di aver ragione in un contraddittorio dove si ci scontra con “l’interesse   nazionale”, se poi è uno straniero a promuovere un processo del genere le probabilità di vittoria si avvicinano allo zero. Questa situazione era facilmente identificabile prima dell’acquisto  per questo il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi a tecnici del CRECI ed evitare il “fai da te”, vi sono state recenti importanti variazioni sulla tassazione dei terreni della união, un interessante articola a questo link.

254)Buongiorno, chiedo informazioni per poter abitare in Brasile. Ho già vissuto in Brasile per 10 anni a Salvador de Bahia e io e mia moglie vorremmo ritornare a vivere in Brasile. Abbiamo in due la pensione di € 1.838,00 (lordi) e chiediamo se è possibile avere il visto permanente con questo importo oppure se vi sono altre possibilità e come. Ringrazio per la Vs collaborazione, distintamente. ( Luciano – 13/09/2016)

Per l’ottenimento del relativo visto permanente (RNE), l’attuale normativa (RNs 45/2000 e 95/2011 do CNIg) prevede  pensione e rendite di almeno R$ 6.000 (circa euro 1.650), tuttavia questo non necessariamente deve essere l’importo minimo della pensione percepita dal richiedente in quanto la normativa parla appunto di ”transferência de rendimentos”  e bisogna certificare di essere pensionato e avere rendite per minimo tale cifra, quindi si puó sommare la pensione ad altre rendite tipo una rendita integrativa di una assicurazione privata, immobili affittati, rendite finanziarie, etc., con l’ottenimento di questo visto  si può richiedere il ricongiungimento familiare per il coniuge senza necessità  di certificare altre rendite.  Questa pratica va fatta esclusivamente presso i consolati brasiliani di Roma o Milano, non è possibile farla in Brasile.  

253) Salve, chiedo il vostro aiuto,  sono cittadina brasiliana sposata in italia a Milano da 11 anni con comunione dei beni, matrimonio fatto in italia, io e mio marito avevamo una attività in Brasile, durante suoi viaggi mi dize che le attivitá andava male per poco turismo nel Rio Grande do Norte,  negli ultimi anni lui ha detto che ha venduto tutto e riportato in italia molto pochi soldi, poi ho scoperto che lui ha venduto e  comprato piú appartamenti in Brasile  solo con suo nome  e non ha detto nulla a me,  al cartorio comprati solo con suo nome come solteiro,  voglio anche dire che questo negozio  in Brasile è stato  aperto insieme in 2004 su un terreno di praia di mia famiglia  ed io lavorato con lui per 4 anni,  adesso siamo separati ma solo di fatto, posso fare qualcosa? Il mio matrimonio non vale in Brasile? Lui puó vendere questi appartamenti senza di me? (Bruna G.  12-09-2016)

suo marito ha commesso un reato in Brasile fornendo una falsa dichiarazione di stato civile  all’ufficiale del cartório, aggravato da  un dolo evidente,  realmente nella situazione descritta suo marito potrebbe vendere tranquillamente  gli immobili  continuando a dichiararsi celibe in fase di atto di vendita, per gli aspetti del registro immobiliare il matrimonio italiano è equiparato a quello in Brasile anche se non formalmente trascritto allo stato civile in Brasile e anche se non si è residenti in Brasile, nel suo caso equiparato  al regime della  “comunião parcial de bens” e ricadano nella comunione tutti i beni acquisiti dopo il matrimonio,  dal punto di vista del registro dell’immobile supponiamo la situazione sia però  risolvibile  anche senza adire le vie legali, bisogna rivolgere  formalmente all’ufficiale del registro immobiliare della zona in cui si trovano gli immobili un “pedido de averbação de casamento” nella matrícula dell’immobile, ossia chiedere per iscritto all’ufficiale del registro di riportare nelle matrículas degli immobili  lo stato civile reale e registrare tutti i dati della moglie, ció  una volta riportato in registro, bloccherebbe la possibilità di vendita degli immobili senza la sua firma o una procura pubblica,  la pratica va fatta con copia del documento di identità e CPF (RG o passaporto), copia di un certificato di matrimonio italiano legalizzato presso consolato del Brasile in Italia di Roma o Milano e tradotto, un suo “requerimento” con firma riconosciuta in cartório o consolato, crediamo questo possa risolvere in forma veloce la situazione anche se non è da escludere totalmente la possibilità che l’ufficiale del registro possa anche richiedere un ordine giudiziale per tale registrazione, provveda comunque anche in Italia alla trascrizione del matrimonio presso il consolato del Brasile a Milano.

252) Stiamo rilevando una attività commerciale in Brasile entrando in società esistente, l’unico mio dubbio e preoccupazione  è sul contratto di locazione che ha una scadenza tra appena due anni, vorrei capire come funziona il rinnovo e che la  legge da favore del locatario in questo caso di contratto (Gianluca F.  11-09-2016)

Purtroppo in Brasile non esiste una legge specifica per le locazioni commerciali ne misure di tutela particolari, la legge federale n. 8.245/1991 (la stessa per locazioni residenziali, commerciali e temporanee) prevede il rinnovo obbligatorio del contratto commerciale (renovação compulsória) solo se il contratto ha una durata minima di 5 anni, ma bisogna stare attenti che il contratto sia a nome dell'impresa e non a nome di uno dei soci o del titolare o amministratore, questa situazione é comune quando attività nate come  imprese individuali poi si trasformano in societá unipersonali (EIRELI) o società limitate (LTDA) e non si fa un nuovo contratto di locazione, subentrando in questo caso non si avrebbe nessuna tutela, anzi il contratto non sarebbe piú valido incorrendo nella sublocazione, pratica quasi sempre proibita nei contratti commerciali e residenziali e soggetta a multa. È inoltre  necessaria la continuazione dello stesso ramo di attivitá almeno per gli ultimi tre anni, quando il contratto non stabilisce un fine specifico per l'utilizzo dei locali,  e nel caso il proprietario non intende rinnovare, quando ricorre il caso della renovação compulsória, é necessaria  una azione giuridica da iniziare necessariamente da un ano a sei mesi prima della scadenza del contratto. A parte parte questi aspetti fondamentali é bene far analizzare il contratto di locazione commerciale da un tecnico correttore del CRECI prima di cimentarsi in una  "cessão de ponto" e anche in investimenti strutturali nell'immobile. La tua preoccupazione su questo aspetto è giustificata in quanto sono non pochi quelli che rilevando una attività esistente hanno avuto problemi  con il subentro nel contratto di locazione o con il suo rinnovo, dobbiamo purtroppo anche dire che molte volte abbiamo assistito anche a comportamenti scorretti o quantomeno molto speculativi quando in tali situazioni si vede subentrare lo “straniero” da parte di proprietari brasiliani,  la tua maggior tutela in questo caso è ottenere un rinnovo anticipato, mediante un nuovo contratto di locazione o mediante un “contrato particular” che ne prometta il rinnovo con indicazioni delle future condizioni.

251)Volendo investire in un appartamento in costruzione a Fortaleza finanziato diretto con  la impresa che lo costruisce, volevo sapere quali i documenti per fare questo finanziamento, sono di Verona, ho già il CPF (Leonardo – 08/09/2016)

Alcune imprese costruttrici vogliono accertarsi della capacità del cliente di poter onorare le rate (parcelas) e chiedono a volte documenti a certificazione di un reddito o rendite del cliente, altre ricevendo l’acconto e stipulando un contratto che da potere, in caso estremo,  anche di riappropriarsi dell’immobile nel caso le rate con vengano pagate non chiedono nulla in quanto ciò già costituisce ampia garanzia sul credito concesso, il problema sorge piú che altro con la banca in quanto se i pagamenti vengono fatti  con bonifico  bancario da Italia sarà la banca della impresa ricevente in Brasile a richiedere documenti giustificativi della origine del denaro, come obbligano le nuove procedure,  e anche questo dipende dalla banca in quanto la normativa non specifica quali documenti presentare,  in genere va bene la dichiarazione dei redditi italiana, certificazione di un reddito o rendita, estratti conti, certificato di pensione, etc. Le nostre offerte di appartamenti in costruzione a questo link  e questo altro link un interessante articolo sull'argomento in italiano

250) Buongiorno .... complimenti per la professionalità. Sono cittadino Italiano che abita in brasile con visto permanente ed RNE , nel 2010 ho trasferito dal mio conto ITALIANO ( comprovando l'origine dei soldi ) 200.000 euro sul mio conto brasiliano (FAMOSO CAMBIO) con la causale TRASFERENZA DE PATRIMONIO. Ora a distanza di 6 anni se volessi trasferire i REAIS dal mio conto brasiliano al mio conto italiano , PAGHEREI QUALCHE TASSA per fare sempre la cosiddetta TRASFERENCIA DE PATRIMONIO tenendo conto che ho incrementato il valore totale dei 200.000 euro al cambio attuale di 3,61, cordiali saluti (Luca – 31 agosto 2016)

La ringraziamo,  i trasferimenti bancari da e per il Brasile si sono molto complicati negli ultimi anni, a cui si è aggiunta anche l’impossibilità di aprire un conto bancario verso chi non è  in possesso del visto permanente (RNE). Nel suo caso il trasferimento risulta facilitato se è destinato ad un altro conto a lei intestato, quindi un trasferimento di patrimonio proprio, su tale operazione dovrà  pagare le commissioni di cambio in quanto il denaro verrà cambiato in euro dalla banca in Brasile e sarà necessario sottoscrivere un contratto di cambio, queste commissioni  e la negoziazione del valore di cambio dipendono dalla banca, e poi vi è un imposta sul valore della transazione dello 0,38% la IOF, che secondo noi non dovrebbe essere applicata in questi casi non essendo questa una operazione finanziaria, ma purtroppo le banche la applicano quasi sempre, riguardo all’aumento del montante per effetto del cambio o degli interessi non vi dovrebbe essere tassazione in quanto vi è tassazione alla fonte nella fattispecie.  La banca potrebbe chiedere documenti giustificativi come la ultima o ultime due dichiarazioni IRPF in Brasile o anche documenti relativi all’entrata del denaro nel paese da le citati nella domanda.

249) Salve, o risiedo in Italia, a Padova, sono proprietario di un appartamento a Natal regolarmente registrato a mio nome, Io sono attualmente in mobilità e anche invalido civile 70% Legge 68 / 99 Vorrei trasferirmi definitivamente a Natal considerato il fatto che li la mia condizione fisica viene tutelata non come qui in Italia e che lavoro non ne trovo nonostante l invalidità e 16 anni di attività lavorativa , Io non ho la possibilità di fare investimenti tali che mi diano la possibilità di ottenere il visto permanente e purtroppo nemmeno una pensione di invalidità perché considerato in Italia "troppo sano" La mia domanda in conclusione è questa ....sfruttando il fatto che io sia proprietario di una casa e essendo invalido c è la possibilità di effettuare un iter "diverso " per ottenere il visto ???  (Anche temporaneo per il momento ) Grazie mille -  ( 28 agosto 2016 – Nicola)

Salve, purtroppo non è prevista nessuna possibilità di un iter particolare nella fattispecie ed anche la proprietà di una casa non  concede nessun beneficio per ottenimento o proroga di nessun tipo di visto in Brasile (lo stabilisce l’art. 6 della  LEI Nº 6.815, DE 19 DE AGOSTO DE 1980 ). Il fatto di uno stato di salute non buono molto difficilmente è qualcosa che  puó giocare a favore di un visto  in un paese straniero, per comprensibili motivi, ad esempio la stessa legge sopra citata, che è la legge guida della situazione giuridica dello straniero in Brasile, prevede nel suo comma 5, art. 7 il fatto che non puó essere concesso il visto allo straniero che non soddisfi le condizioni di salute stabilite dal ministero, nella pratica però questo precetto sembra non essere applicato al momento,  in quanto per i visti di nostra conoscenza (lavoro dipendente, investimento, matrimonio, etc.) non viene chiesto nessun certificato medico, ma in altri paesi questo è uno dei principali documenti per il rilascio di un visto permanente o di lavoro, ad esempio a Capo verde, dove la nostra organizzazione ha altra sede, ´è necessario sottoporsi ad una visita medico legale ed ottenere un certificato di sana e robusta costituzione fisica e psicologica e di assenza di malattie contagiose da allegare obbligatoriamente alla richiesta di permanenza nel paese.

248) Vorrei sapere come devo fare per far tradurre un certificato medico da italiano a portoghese con traduttore giurato , in particolare vorrei sapere se il certificato medico italiano prima di essere tradotto e giurato in portoghese devo legalizzarlo o autenticarlo...... e dove ??? (Luca T. - 16 agosto 2016)

Se stai richiedendo di riconoscere ufficialmente il certificato, sappi che il  riconoscimento di un  certificato medico straniero é un caso a parte,  perché anche se si riconosce il documento, la valutazione di un medico straniero difficilmente viene legalmente riconosciuta in Brasile, sempre viene richiesto di rifare le visite medico-legali o la procedura, comunque dipende anche dal contesto in cui il certificato viene usato. La firma del medico sul certificato, o il certificato stesso, deve essere legalizzato dal direttore del distretto sanitario competente, poi legalizzato presso l’ufficio territoriale del governo della provincia (ex prefettura) e poi al consolato del Brasile di Roma o Milano (a secondo della competenza territoriale), in Brasile tradotto da traduttore giurato.

247)Salve, mi trovo nello stato di Bahia per la vendita di un immobile di mio zio, ho una procura legalizzata presso consolato di Milano, ma non mi viene accettata perché dicono che  non vi è indicato l’immobile da vendere, ma la procura dice che io posso vendete gli  immobili a nome di mio zio, mi date per favore qualche consiglio, come posso fare, sono qui solo per fare questo, grazie anticipato (Davide Z. – 13 agosto 2016)

Come abbiamo scritto piú volte in questa sezione e  anche a  questo articolo la procura per comprare può essere generica, ossia conferire genericamente il potere di acquistare immobili in Brasile a nome del mandante, o specifica conferendo il potere di comprare un determinato, o determinati, immobile/i. La procura per vendere deve essere necessariamente specifica indicando l’immobile o gli immobili di cui si conferisce il potere di vendita, quindi se la tua procura indica in modo generico un potere a vendere qualsiasi immobile a nome di tuo zio è normale che non venga accettata dal cartório per l’atto pubblico, questa norma ha la sua ragione e tende ad evitare il fatto che la procura rilasciata per vendere un immobile possa poi essere successivamente utilizzata per vendere altri immobili del mandante, quindi è un sistema che consente maggiore sicurezza. Nella fase di legalizzazione i consolati, che dovrebbero sapere  questo, potrebbero anche avvisare di questa regola, la procura generale in brasile non esiste, quando si rilascia una procura a qualcuno è sempre bene indicare tutti i poteri in modo specifico e dettagliato per evitare che in talune situazioni la delega non venga accettata, comunque al di la di questa regola generale in qualche cartório si riesce a fare comunque l’atto (almeno a noi è capitato in passato) quindi magari rivolgiti a qualche correttore di immobili esperto della zona che potrebbe aiutarti.

246)Sto concludendo un acquisto immobiliare in Brasile, per fare l’atto mi è stato anticipato un problema relativo al mio stato civile, sono separato giudizialmente con cittadina spagnola ma in Italia, mi potreste dare qualche consiglio, quali documenti servono?  (Ugo – 10 agosto 2016)  

nella realtà nella fase di acquisto di un immobile non sussistono particolari problemi in relazione alla dichiarazione dello stato civile del compratore, nella maggior parte dei casi é sufficiente una dichiarazione anche solo verbale, in altri casi i cartórios possono richiedere una certificazione, quindi consigliamo, nel caso di sposati, di recarsi in Brasile con almeno  un certificato dello stato civile  con indicazione del regime dei beni, che in Italia si ottiene facilmente presso il comune di residenza, nel caso di divorziati o separati, va bene lo stesso  certificato con la relativa annotazione oppure copia della sentenza di seprazione. Nella fase di vendita, nel caso l'immobile risulti comprato in comunione dei beni  é necessaria la firma del consorte o una procura specifica a vendere l'immobile, oppure bisogna  certificare il proprio stato civile  di divorziato, vedovo o separato.

245) Buongiorno, sono cittadino italiano e a Gennaio 2016 ho venduto la mia piccola casa per vacanze in Brasile ad altro cittadino italiano, però residente in Brasile. Il pagamento doveva avvenire tramite bonifico bancario dal suo c/c brasiliano (Bradesco) al mio c/c qui in Italia. Purtroppo la sua banca brasiliana si rifiuta di effettuare il bonifico internazionale perché sulla scrittura di vendita sta scritto che io ho già ricevuto integralmente i reais e dò piena e irrevocabile quietanza. Comunque per aggirare il problema, il compratore è disponibile a farmi il bonifico direttamente da un suo c/c in Italia. Tutto questo è regolare e legale? Ringrazio anticipatamente per Vs risposta. ( Roberto – 26/06/2016)

Il banco Bradesco é una delle peggiori banche per questo tipo di operazioni oltre al pessimo cambio che in genere applicano, nella realtà il problema poteva essere prevenuto indicando nella scrittura le modalità del pagamento e facendo quindi anche un atto con maggiori garanzie per te, in pratica in questo momento l’acquirente ha in mano una quietenza  incontestabile ma tu non hai ricevuto il pagamento. Il problema è risolvibile in Brasile  presso una altra banca che supponiamo non farebbe problemi con questa operazione  o tramite una corretora  di cambio,  Il pagamento in Italia non ha nulla di illegale ma dal tuo lato, nel ricevere la somma,  si potrebbe generare, con maggiore probabilità,  una verifica fiscale e dei problemi nel caso la casa in Brasile, da residente fiscale in Italia, non la hai dichiarata.

243) Salve, vi sono problemi al rientrare in Brasile dopo essere stati irregolari  per un mese e pagato la multa? (Raffaele 18-06-2016)

No,  non vi sono problemi, l’essersi trattenuti in Brasile oltre il visto concesso (sia turistico che altri) genera una sanzione amministrativa di R$ 8,00 al giorno (poco più di due euro)  con un tetto massimo di R$ 800, il successivo rientro è permesso purché passino almeno sei mesi e si sia pagata la multa, al rientro però, dato che si resta registrati nel sistema informatico, vi á da aspettarsi qualche controllo in piú, é bene munirsi delle ricevute del pagamento della multa, del biglietto di ritorno e di essere in condizione di dimostrare mezzi di sussistenza compatibili con la durata del soggiorno e disponibilità di alloggio; che poi tutto questo sarebbe la normale regola anche se raramente avvengono tali controlli all’ingresso in Brasile. Sembra che non hanno avuto problemi persone che sono rientrati dopo sei mesi anche se in alcuni aeroporti richiedono che passi un anno, la legge non è chiara in merito e questo dipende dalla interpretazione della polizia federale di frontiera.  

242) Ho comprato un terreno nella zona periferica di Fortaleza, a Caucaia, senza spendere altri soldi per il momento di progetti e perizie mi piacerebbe intendere cosa posso futuramente costruire in questo terreno, come dimensione massima della costruzione, se posso fare cose commerciali e se posso frazionare il terreno e magari costruire due o tre villette separate per poi vendere, vi ringrazio (Anselmo P.  – 14 giugno 2016)

Presso il settore tecnico urbanistico, in genere denominato SEUMA, di ogni municipio in Brasile è possibile richiedere una certificazione o piú semplicemente delle tabelle, che indicano rispetto alla zona dove è ubicato un terreno, il tipo di costruzioni consentite e/o quelle proibite, commerciali, residenziali, dimensione minima dei lotti e quanto altro il relazione alla regolamentazione urbanistica dell’area. Due indici, riportati nella certificazione o tabella, hanno particolare importanza e sono la TO (taxa de ocupação) e il CA (coeficiente de aproveitamento), la TO indica la superfice massima del terreno che si può occupare in proiezione mentre la CA indica la quantità massima de metri quadrati edificabili,   questi due indici  permettono un semplice e rapido calcolo della dimensione massima consentita di una edificazione su un terreno o un lotto, facciamo un esempio su un terreno di 600 mq, con una TO del 50% e una CA di 2, posso edificare massimo 1200 mq, coprendo massimo 300 mq, quindi potrei costruire massimo 4 piani di 300 mq ognuno, oppure, oppure 6 piani di 200 mq ognuno, in pratica questi due indici obbligano ad una proporzione, se la costruzione diventa piú stretta puó essere più alta, se diventa piú larga deve essere piú bassa. Altri coefficienti importanti sono area verde e area permeabile, ossia le percentuali di superfice di terreno, non occupate dalla costruzione,  che vanno lasciate permeabili e destinate a area verde, infine quello che lei chiama frazionamento in Brasile è denominato desmembramento, e se il suo terreno è delle dimensioni sufficienti a contenere piú lotti delle dimensioni minime stabilite in quell’area è possibile presentare un progetto di lottizzazione, ad esempio supponiamo che il lotto minimo previsto nella zona è di 400 metri quadrati ed il terreno ne misura 2.900, si potrebbe presentare un piano di lottizzazione di sei lotti e 500 mq di infrastruttura interna strada, area verde, etc. Facciamo presente che esistono terreni sotto una legislazione speciale simili a quelli del demanio pubblico in  Italia, in Brasile sono i terreni dell’União, ossia di dominio federale, sono in particolare terreni prossimi a spiagge, laghi, dune, fiumi, ed altre aree particolari, su questi terreni per edificare spesso sono necessari permessi particolari di impatto ambientale o concessioni particolari,è bene, soprattutto in questi casi, rivolgersi, anche prima dell’acquisto a tecnici del CRECI per una consulenza

241) Sono intenzionato a investire e risiedere  in Brasile nel nordest, sono in contatto con un intermediario che mi dice che con l’acquisto di una casa, che lui mi propone a buon prezzo, potrei ottenere un visto provvisorio avendo prova di residenza e poi potrei presentare un progetto di società, relativo ad una mia idea,  ed ottenere un residenza provvisoria fino all’espletamento del progetto che prevede investimento richiesto dalla legge in Brasile di 130.000 euro,  siccome la persona a cui prima mi ero rivolto mi dice che questo non é impossibile, vorrei sapere da voi come funziona e se potete darmi un consiglio,  vi ringrazio  (Mauro D. – 10 giugno 2016)

Non esiste nessun visto provvisorio finalizzato all’investimento e il possesso di un immobile come persona fisica non da diritto ad alcun visto particolare, purtroppo esistono truffatori di ogni tipo, in alcuni casi anche nostri connazionali,  che per convincere qualcuno a comprare qualcosa o a fare tramite loro qualche investimento (che poi nella maggior parte dei casi si rivela pessimo)  promettono facili visti di permanenza,  tramite magari loro ipotetiche  conoscenze, sono persone che andrebbero segnalate e denunciate sia alla polizia federale che all’ordine del CRECI, nella maggior parte dei casi svolgono anche la professione  di  correttore in modo illegale e senza il dovuto registro, in altri casi sono persone che sopravvivono di questi espedienti rifilando i peggiori investimenti in cambio di alte commissioni, investimenti  che tecnici e correttori regolari in genere rifiutano di trattare in mediazione. Il possesso di una casa o altro bene immobile non da diritto ad un visto di entrata diverso da quello di durata massima di 90 giorni e questo lo stabilisce in modo categorico la  principale legge in merito, la legge federale n. 6.815 del 1980, detta anche "estatudo do estrangeiro", che nel suo articolo 6 sancisce  A posse ou a propriedade de bens no Brasil não confere ao estrangeiro o direito de obter visto de qualquer natureza, ou autorização de permanência no território nacional”. Come investimento produttivo (società) non esiste alcuna procedura che preveda un visto temporaneo alla presentazione di progetto di impresa, a meno che non si tratti di progetti  di grandi dimensioni che includono accordi o concessioni governative federali in deroga alla normativa, il visto permanente in base a investimento viene concesso o rigettato,  e  la  richiesta si può presentare solo dopo aver investito R$ 500.000 in base alla nuova normativa, maggiori informazioni a questo link, infine ti diamo il consiglio che richiedi, crediamo sia meglio che tu stia lontano da questa persona perché non prenderai nessun visto secondo le modalità da lui indicate e rischi di perdere i tuoi soldi.

240) Buongiorno, mi chiamo Andrea e sono un cittadino italiano di 33 anni. Vorrei avviare una pizzeria in Brasile e ho trovato un socio (cittadino brasiliano) che mi ha spiegato che potrei fare questo solo se, appunto, faccio una società con un cittadino brasiliano. Vorrei sapere se è possibile fare ciò legalmente e con tutte le carte in regola e se ciò mi da la possibilità di ottenere un visto permanente. Questo è molto importante per me e vorrei chiarirlo. Grazie mille anticipate per la vostra disponibilità. (Andrea R. -  12 maggio 2016)

La normativa brasiliana vigente stabilisce che lo straniero non residente (non in possesso del visto permanente – RNE) può possedere quote e azioni di società ma non può esserne amministratore o legale rappresentante (quindi nemmeno procuratore), tranne limitazioni eccezionali sancite da leggi speciali per determinate tipologie di attività (giornalismo, pesca marittima, attività bancaria,  sanitaria, etc.)  non  vi è limite alle quote  di capitale che uno straniero (persona fisica o giuridica)  può possedere (anche il 100%),   In base a questo,  specifichiamo le prime due informazioni sbagliate che normalmente  circolano in merito; non è necessario avere un socio brasiliano è però necessario avere un amministratore brasiliano o straniero con visto permanente; una società può quindi essere costituita tutta da stranieri  nominando un amministratore (brasiliano o straniero con visto permanente) anche estraneo alla compagine societaria, si tratta di una circostanza importante in quanto un amministratore non socio può essere sostituito più facilmente rispetto ad un amministratore che si ritrovi ad essere anche socio, i brasiliani o commercialisti brasiliani (contador) che convincono  tutti i possibili imprenditori ad avere necessariamente un socio brasiliano sbagliano oppure sono in malafede.  Possedere  quote di società da straniero non significa poter lavorare nella società o ottenere automaticamente un visto permanente o diverso dal normale visto turistico, la legge brasiliana ben stabilisce che investimenti immobiliari o in capitali di società non riservano nessun trattamento particolare all’ingresso  e per la permanenza  nel paese. Nel  caso delle società  è possibile ottenete il visto permanente quale investitore in base alla RN nº. 118, de 21 de outubro de 2015  comprovando un investimento minimo di R$ 500.000 e presentando un piano di investimenti che preveda assunzioni di personale brasiliano, la pratica viene istituita presso il ministero del lavoro in Brasile (MTE) ed il visto concesso dai consolati brasiliani di Roma o Milano, maggiori informazioni a questo link

239) Vorrei comprare un appartamento a Fortaleza, per far questo ho ottenuto il mio CPF regolarmente registrato. Mi dicono pero' che per l'acquisto devo presentare il passaporto e il CPF anche di mia moglie italiana. Noi siamo in regime di separazione di beni e qui in Italia potrei non solo acquistare, ma addirittura vendere un immobile senza presenza o documenti di mia moglie. E' davvero necessario che faccia il CPF di mia moglie per l'acqusto? (Giorgio -11 maggio 2016)

Si, In Brasile, anche nel caso di matrimonio in separazione dei beni,  é necessario indicare  le generalità della moglie sull'atto pubblico di acquisto e successivo registro (matrícula), ed anche  il suo CPF (cadastro pessoa fisica). In tale regime dei beni, equiparato alla “separação total de bens secondo codice civile brasiliano, non serve la firma della moglie ne per l’acquisto ne per la vendita. Il CPF puó essere richiesto in Italia presso i consolati brasiliani di Roma o Milano e in Brasile  serve appena il numero di CPF e una copia semplice del passaporto della consorte,  è bene munirsi anche di un certificato di matrimonio italiano con indicazione del regime dei beni. Nel caso di separazione giudiziaria o stato civile di vedevo, non è necessario indicare CPF o generalità della moglie. Per certificare tutte le situazioni descritte  alcuni “cartórios”  accettano una dichiarazione anche verbale, altri esigono una certificazione ufficiale, è bene informarsi prima di partire dall’Italia, tramite il correttore incaricato, sulla documentazione richiesta.

238) Salve, Vorrei sapere in modo sintetico ed esplicativo le tasse da pagare per un acquisto immobiliare in Brasile come persona privata straniera (Alessio, 02/maggio/2015)

Non vi è differenza di imposte tra residenti e stranieri per l’acquisto di un immobile,  l'imponibile su cui gravano le tasse per tale operazion é stabilito dalla prefeitura (municipio), il cosiddetto  "valor venal" (valore di mercato dell’immobile), questo imponibile si applica nel caso il valore dichiarato sull'atto sia uguale o inferiore al "valor venal", se il valore dichiarato sull'atto é superiore  allora l'imponibile passa ad essere il valore dichiarato dalle parti. Le imposte da pagare sono ITBI (Imposto sobre a Transmissão de Bens Imóveis) che a secondo delle località può variare da un 2%, valore piú comune,  fino ad un 5%, nel municipio di Fortaleza è il 2%, poi vi é il costo dell'atto di compravendita al cartório, ed anche qui la situazione varia da stato a stato, in base fasce di valore dell'immobile cosi come la successiva registrazione al CRI (cartório de registro de imóveis)  per l'aggiornamento della matricúla, mediamente in Brasile il costo di imposte di acquisto di un immobile varia dal 5% al 8% del valore imponibile. Questo per gli immobili di “domínio pleno”, su immobili su cui vi sono diritti della federazione (união) vi è una altra imposta da pagare, il laudêmio, tipico in particolare degli immobili della fascia costiera prossimi al mare, i cui recenti aggiornamenti sono meglio descritti in questo articolo

237) Buongiorno e complimenti per il Vs. sito molto chiaro e utilissimo, Vorrei approfittare per chiederVi un chiarimento…….una volta aperta una società,  espletato tutti gli obblighi connessi ed ottenuto il visto permanente……quali sono gli obblighi ed adempimenti necessari al fine di non perdere il visto permanente? La società deve essere operativa ( emettere fatture e quant’altro ) ? Il visto permanente ha una scadenza  o è appunto permanente, finche’ rimane aperta la società ? (Alessandro 27/04/2016)

Grazie per l’apprezzamento, il visto si chiama permanente ma il realtà non lo è, nel caso del visto concesso in base a investimento secondo la nuova normativa RN 118/2015 lo stesso è  vincolato al funzionamento dell’impresa e alla sua operatività,  nonché  al rispetto del piano di investimenti presentato, con particolare riguardo all’assunzione di personale oriundo brasiliano, in pratica per ottenere il visto si deve presentare un piano di investimenti ed è questo piano di investimenti che poi andrebbe rispettato. Prima della scadenza della  CIE (carteira de identidade de estrangeiro) si deve fare una domanda di rinnovo a cui segue un sopralluogo in sede della polizia federale, che verificherà l’esistenza dell’impresa, la sua attività e le assunzioni previste di personale, per  nostra esperienza possiamo dire che non si presta molta attenzione al fatturato  ma molta  al personale brasiliano che si è assunto. Vi sono stati tanti casi di visti non rinnovati ed altri rinnovati anche se non si è rispettato pienamente il piano di investimenti, da considerare che la nuova normativa del 2015 è più rigida della precedente (RN 84/2009), ha ridotto il termine di scadenza della CIE da 5 a 3 anni, introdotto la possibilità di controlli anche prima della naturale scadenza della CIE con possibilità anche di revoca ed elevato a R$ 500.000 il capitale minimo da investire, inoltre la vecchia normativa inquadrava come requisito essenziale solo l’investimento, mentre la nuova ha come requisito essenziale la generazione di posti di lavoro e rendita, Inutile a dire che tale nuova normativa rende oggi molto difficile  creare una società fittizia per il solo mantenimento del visto di permanenza, cosa che prima capitava spesso, consigli che possiamo dare in base alla nostra esperienza  è presentare un piano di investimenti reale, nato da un effettivo studio di mercato e relazionato al budget disponibile, gli avvocati o i consulenti a cui si ci rivolge spesso esagerano nel piano di investimenti per facilitare la procedura di ottenimento del visto, ma i problemi possono  arrivare dopo quando poi risulta difficile rispettare il piano presentato, nella gestione della società prestare particolare attenzione ai bilanci che presentino tutte le voci analitiche e non solo i requisiti minimi di legge, prestare attenzione agli adempimenti del personale, in particolare alla presentazione della dichiarazione RAIS, presentare la domanda di rinnovo del visto anche sei mesi prima della scadenza della CIE e soprattutto  mai dopo la scadenza della medesima a pena cancellamento definitvo  del visto. Altre informazioni in un articolo a questo link

  236) Appartamenti, case, ville, barracas de praia in Brasile, cambiano le regole su tasse annuali, compravendite e sulle delimitazioni di tutti gli immobili prossimi al mare, residenziali e commerciali, un articolo interessante che ne le illustra le novità a questo link
235) Abbiamo raggruppato in un articolo completo varie risposte relative all’acquisto di immobili finanziati in costruzione in Brasile (lançamentos) e trattato l’argomento in generale, al fine di dare una risposta univoca a varie domande che ci sono giunte, articolo a questo link (staff FortalezaVacanze.net - 05 aprile 2016)

234) Per acquistare una quota di partecipazione in società brasiliana dobbiamo dare la procura ad un cittadino brasiliano affinché ci rappresenti. Ci hanno mandato dal brasile un modulo di procura in portoghese e ci hanno detto che sarà fatta direttamente in brasile dal nostro titolare dotato di passaporto e CPF quando si recherà a Porto Alegre fra 10 giorni. E' vero? Oppure deve essere fatta obbligatoriamente da un Notaio italiano in italiano, legalizzata presso il consolato e tradotta da un traduttore giuramentale in brasile? Oppure il nostro Notaio in Italia la può fare in portoghese senza legalizzarla presso il consolato ma solo in brasile? Grazie per la risposta. (Chiara - 19 marzo 2016)

Il  socio non residente che acquisisce una quota di una società limitata (LTDA) in Brasile, deve rilasciare una procura ad un residente (brasiliano o straniero in possesso di RNE) con delega per ricevere notifiche e per rappresentarlo nei confronti della receita federal  (RFB), per motivi di praticità è comune rilasciare questa procura allo stesso amministratore della società, ma non è obbligatorio, può essere anche altra persona di fiducia. Le “Junta Comercial” di vari stati  accettano una procura per “instrumento particular” ossia redatta su carta semplice e con la sola firma “reconhecida” in un cartório in Brasile, in tal caso non è necessario redigere procura da notaio e legalizzarla o redigere procura pubblica in Brasile, basta firmare la procura  e spedire in brasile dove la firma sulla procura "particular" deve essere riconosciuta in un cartório. Questo comunque contrasta  con la norma generale che impone che ogni rapporto con pubbliche amministrazioni in Brasile deve essere delegato solo per procura pubblica. Se richiesta procura pubblica va rispettata la procedura a questo link: http://www.fortalezavacanze.net/legalizzazione_documenti_italiani_in_brasile.htm, il notaio in Italia in non può rilasciare una procura in una lingua straniera. Se invece lei sta alludendo alla procura che conferisce mandato ad un terzo  per acquisto di quote societarie, allora oltre ai  poteri obbligatori sopra citati va conferimento specifico mandato per firmare l’aditivo, con cui si rettifica il contratto sociale con l’ingresso dei nuovi soci e eventuale aumento del capitale, bisogna essere in possesso di CPF, sia outorgato che outorgante

233) buonasera! ringrazio e mi complimento per il Vs. Sito molto chiaro e utile per chi deve affrontare la burocrazia di Stato per ottenere un qualche servizio e/o autorizzazione. Espongo brevemente il mio caso: ho inviato 45.000 euro per avviare un\' attività nel Rio Grande do Sul in Brasile.Avevo una socia che faceva l\' amministratrice della società e si dimenticò di dirmi che dovevo andare dalla polizia per firmare l\' ottenimento della permanenza/residenza...me lo disse al 4° mese al che la polizia mi disse che ero andato fuori tempo massimo; da li ho praticamente perso il diritto di permanenza , di avere un conto corrente personale ecc. dopo circa 5 anni mi sono ritirato dalla società in quanto non andava bene. la mia domanda è: considerato che ho inviato questi 45.000 euro, ma ho perduto la possibilità di ottenere i diritti di cui sopra, ma tengo il CPF, posso in qualche modo trovare una via per far rivalutare la mia posizione , come ad esempio fare una società con altra persona/e, aprire il mio conto in Banca? Nel frattempo sto valutando di inviare la mia pensione e così avrò la Permanenza e potro fare il conto in Banca...ma mi rode aver perso la prima opportunità. Ringrazio per gli eventuali consigli che vorrete gentilmente darmi! Cordiali saluti Beniamino - 12 febbraio 2016

La ringraziamo per l’apprezzamento, quello che lei afferma è abbastanza strano in quanto il visto a cui lei fa riferimento non viene concesso dalla polizia federale mediante un firma, ma dal consolato brasiliano in Italia, dopo l’istituzione di una specifica procedura in Brasile  - veda http://www.fortalezavacanze.net/visti.htm - é necessaria, a visto concesso la registrazione presso la polizia federale entro 30 giorni dall’ingresso con il visto, se lei non ha mai  instituito la procedura ed ottenuto il visto sul passaporto dal consolato in Italia l’aver investito qualche anno fa 45.000 euro in una società non le da oggi alcuno diritto di permanenza o altro, potrebbe essere appena possibile tentare di compensare questo valore con i 500.000 R$ necessari oggi per l’ottenimento dello stesso tipo di visto,  il possesso del CPF le da la possibilità di investire in altra società, ma  al momento non di poter aprire un conto in banca o di poter permanere nel paese oltre il normale visto turistico.

232) Salve,innanzi tutto grazie per il vostro servizio e vi pongo il mio quesito.
Io ho il visto permanente come pensionato dal 2013 e sono proprietario di una loja a santa cruz di cabralia.
Vorrei aprire una attività di ristorazione nella loja insieme alla mia compagna che è italiana e non ha il visto permanente.
Potrebbe la mia compagna prendere il visto permanente come investitrice comprando per 500.000 R$ sia la società di ristorazione, che anticipatamente costituirò ed avvierò, che l\'immobile della società?
In attesa di una vostra gentile risposta porgo i miei cordiali saluti (Emilio - 25-01-2016)

La ringraziamo. SI, la recente normativa (RN 118/2015) prevede l’investimento in una società nuova o già esistente, la sua compagna potrebbe apportare in fase di costituzione della società un investimento di R$ 500.000 (procedura consigliata) o in caso di società esistente e già registrata dovrebbe comprare quote, o istituire un aumento di capitale,  per lo stesso valore, in entrambi i casi si ha la possibilità di ottenere il visto, informazioni a questo link: http://www.fortalezavacanze.net/visti.htm

231) Buongiorno, Innanzitutto vi ringrazio in anticipo per l'attenzione, ora vi spiego la situazione e vi pongo la mia domanda, Io ho una fidanzata che ha uno zio residente da qualche anno a Fortaleza il quale ha una grossa impresa edilizia... ora la sua famiglia si sposterà proprio li in Brasile per dar modo al padre di aiutare il fratello ad ampliare ulteriormente l'azienda. Ora vengo al dunque....mi è stato chiesto di aggregarmi a loro per aprire una locale a Fortaleza visto che già ne posseggo uno qua...

la mia idea oltre quella di spostarmi per qualche mese per sondare il terreno...era quello di prelevare o costruire una locale sulla spiaggia con spiaggia annessa. Le mie domande erano...

1..la più importante) la politica fiscale adottata a Fortaleza per gli esercizi commerciali(ad esempio qua in italia pago inps e tasse varie tutto l'anno)li come funziona in linea di massima?e quante spese ci sono ??sempre in linea di  massima (qua paghiamo acea ecc.)

2)è possibile secondo voi acquistare locale e spiaggia insieme e secondo voi è una cosa redditizia?Grazie ancora e scusate per il disturbo (Alessandro 15-01-2016)

Ci chiediamo che tipo di risposta si aspetti una persona da una domanda tipo questa, un locale sulla spiaggia può essere una buona iniziativa come un fallimento completo, dipende dal dove, dal come, sviluppo della idea, capacità dell’imprenditore e molte altre variabili, le spiagge in Brasile non si possono comprare, solo rilevare in regime di occupazione autorizzata dalla SPU (Secretaria do Patrimônio da União) ed ogni anno va pagata la tassa di occupazione o di foro, molte cessioni sono irregolari, ossia non autorizzate dalla SPU e noi le sconsigliamo vivamente, rimandiamo ad un articolo in italiano sul blog RadioBrasile a questo link che tratta la questione. Se facciamo alcuni esempi lampanti come il caso di Fortaleza dove la maggior parte delle barracas de praia di Praia do Futuro sono irregolari o Salvador dove nella stessa situazione alcune furono espropriate e demolite senza nessun indennizzo. Anche la tassazione in Brasile è un argomento spinoso, le ritenute previdenziali si pagano anche in Brasile e la tassazione non è poca, dipende dalle fasce di reddito, tipo di attività, regime fiscale applicato, il regime fiscale più vantaggioso è il “simples” ma non tutti possono accedervi incluso le società che hanno soci  stranieri non residenti (senza RNE), sull’aspetto fiscale nella complessa normativa brasiliana un buon consulente (contador) può direzionare verso le scelte più opportune giá nella fase di costituzione e registro delle imprese e società

230) Buonasera, ho necessità di aprire il CPF dall Italia ma non capisco alcuni documento sul sito del consolato, potete aiutarmi (Francesco B.  08/01/2016)
salve, è necessario compilare la scheda a questo link  e stamparla (la scheda genera un codice personale dopo la compilazione, non é possibile fotocopiarla o riutilizzarla), con questa scheda é necessario poi recarsi presso il consolato del Brasile di Roma o Milano con copia e originale di passaporto o carta di identità, altri documenti indicati sul sito dei consolati riguardano i cittadini brasiliani, per gli italiani serve solo questo. In Italia non si riceve a casa nessun documento o tesserino, la verifica dell'emissione del CPF può essere fatta a questo link   inserendo il codice della scheda, quando il CPF sarà attivo  si potrà stampare il certificato on line a questo link. L'emissione del CPF può anche tardare mesi.

Il certificato ottenuto é normalmente accettato in tutte le pratiche in Brasile (banche, cartórios, etc.) può succedere però che qualcuno richieda il tesserino del CPF, per averlo sarà necessario in Brasile recarsi presso una sede o ripartizione del Receita Federal (RFB) con passaporto e copia del certificato ottenuto via internet, fornire un indirizzo postale valido in Brasile e richiedere il tesserino plastico, il costo é circa 3 euro.   
229) Buonasera, Mi Trovo in Brasile per formare una società con una cittadina brasiliana 
La società opererebbe nel ramo alberghiero (gestione di un grosso hotel) nel sud di Bahia
Dovendo assumere circa 20 operatori il versamento iniziale per ottenere il visto permanente potrebbe essere inferiore ai 500.000 reais richiesti per ottenere il visto?
Grazie e complimenti per il sito veramente útie - Silvano
(05-01-2016)

La ringraziamo per l’apprezzamento, NO, la normativa aggiornata al 21 ottobre del 2015 prevede un trasferimento minimo di R$ 500.000 per l’ottenimento del visto permanente com investitore, con unica eccezione di attività che non riguardano il settore da lei citato, maggiori dettagli a questo link. Nella costituzione della società se lei farebbe un versamento per la sua quota inferiore ai R$ 500.000 non otterrebbe il visto permanente (RNE). Per quanto la nuova normativa abbia più che triplicato il vecchio importo, in base alla nostra esperienza la riteniamo idonea alla nuova situazione generale ed economica del paese, perché succede spesso che chi si avventura in Brasile con capitale minimo poi lo perde del tutto.  Nel suo caso in particolare sembra essere un importo del tutto proporzionato alla dimensione dell’impresa descritta.

228) Buongiorno , complimenti per la professionalita' nelle risposte. Sono Italiano e vivo in Brasile ( RJ ) dal 2010 perché sposato con Brasiliana in data 11-03-2010, sono, inscritto all' AIRE dal 19-01-2012 e la mia RESIDENZA FISCALE e' sempre stata in ITALIA a tutto 2013, poiché il CENTRO DEI MIEI INTERESSI era in ITALIA. In Brasile faccio annualmente la dichiarazione dei redditi dal 2010 ( IRPF ) poiché sono proprietario di immobili e reddito da lavoro come CORRETOR DE IMOVEIS .... Per l'anno 2014 ( inscritto all AIRE per 365 giorni ) ho trasferito la mia residenza fiscale in BRASILE poiché vivo la maggior parte dell'anno in BRASILE ( consiglio del commercialista ) Per l'anno 2015 ( inscritto all AIRE per 365 giorni ) vorrei fare la stessa cosa ... ossia RESIDENZA FISCALE IN BRASILE , solo che nell'anno 2015 ho trascorso 7 mesi in ITALIA ( motivi personali ) ... La legge ITALIANA sulla RESIDENZA FISCALE dice :

Quando un soggetto è residente in Italia
Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta (cioè 183 o 184 giorni, a seconda che l’anno sia o meno bisestile) siano in possesso di uno dei seguenti requisiti:
- iscrizione alle liste anagrafiche della popolazione residente;
- domicilio nel territorio dello Stato ovvero il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi (articolo 43 del codice civile);
- residenza nel territorio dello Stato ovvero il luogo in cui la persona dimora abitualmente (articolo 43 del codice civile)

ORA LA MIA DOMANDA : POSSO NEL 2015 CONSIDERARMI FISCALMENTE RESIDENTE IN BRASILE POICHE' INSCRITTO AIRE PER 365 GIORNI ANCHE SE HO TRASCORSO 7 MESI IN ITALIA IN CUI NON HO NE MACCHINA , NE CASA A DISPOSIZIONE , NE LAVORO , NE SCHEDA TELEFONICA , NE PROVE DEL MIO PASSAGGIO IN ITALIA E LA MIA FAMIGLIA E' IN BRASILE ??????

I FAMOSI 183 o 184 GIORNI CHE BISOGNA RESTARE ALL ESTERO PER PERDERE LA RESIDENZA FISCALE ITALIANA SONO GIORNI DI ISCRIZIONE ALL'AIRE ??????? (Luca - 21-12-2015)

La ringraziamo, Il tema dell’AIRE è un tema abbastanza complesso in cui vi sono regole generali spesso di articolata applicazione pratica, più che altro fanno testo le varie sentenze emesse dai tribunali e dai TAR,  l’AIRE non funziona propriamente a giorni come lei sta inquadrando, la regola generale è  che superati i 184 giorni in un paese estero si ci può iscrivere all’AIRE,  ma non  tutti lo fanno molti passano tale tempo all’estero e continuano residenti in Italia, altri lavorano in più paesi non passando un tempo considerevole in nessuno in particolare e mantengono la residenza fiscale dove ritengono più conveniente. Le altre situazioni sono situazioni di fatto che possono essere contestate,  provate o smentite. Cosa significa centro di affari e interessi? Supponiamo una persona che viva all’estero  in Italia abbia una casa, una quota in una società, la macchina e dei movimenti bancari, gli potrebbe essere contestato dal fisco italiano il suo centro di affari e interessi in Italia, ma lui potrebbe dimostrare di avere all’estero una professione (come nel suo caso), una casa, una macchina, una moglie, etc. e quindi dimostrare che il suo centro di interessi principale non è in Italia, non a caso nella risposta n. 216 diamo proprio dei consigli su come dimostrare questo in caso di una verifica. La norma in realtà mette in mano alla nostra polizia tributaria uno strumento molto forte che permette, con pochi indizi, di supporre fittizia una residenza all’estero anche se la persona realmente può dimostrare di passarvi fisicamente  più di 184 giorni all’anno. Il fatto che per un anno lei abbia passato un mese in più in Italia non gli fa perdere la residenza AIRE all’estero, anche sulla base del fatto che l’anno successivo non sarà cosi; o almeno nella pratica nessuno si cancellerebbe dall’AIRE solo sulla base di questo fatto, l’AIRE non funziona in automatico bisogna sempre recarsi a fare la pratica presso il consolato o il comune in Italia, i casi in cui si agisce di ufficio ad una iscrizione o cancellazione AIRE ci risultano essere molto rari e fatti in casi molto particolari.

227) Buongiorno, sono italiano e vivo in Alagoas. inscritto all'AIRE sono in possesso della permanenza definitiva in quanto sposato con una donna brasiliana (2006) e divorziato (2011). per una serie di problemi anche di salute sto pensando di ritornare in Italia dove per avere accesso alle cure mediche dovrei rifarmi la residenza. vorrei appunto sapere se rifacendo la residenza in Italia verrei a perdere la permanenza definitiva in Brasile. grazie per l'attenzione (Ezio - 20/12/2015)
NO, il passaggio di residenza in Italia e la cancellazione dall'AIRE non comporta la perdita del visto permanente in Brasile (RNE), lo potresti perdere solo se passi più di due anni consecutivi fuori dal Brasile, tieni presente anche che si si tratta di cure di natura urgente e di durata inferiore ai tre mesi ne hai diritto ugualmente anche se residente all'estero (AIRE)
226) Buongiorno, Sono cittadino Italiano residente in Italia e possiedo un immobile in Brasile.
Attualmente sono in procinto di vendere l’immobile a me intestato e, poiché sono sposato in regime di comunione dei beni, mia moglie mi ha fatto una procura notarile a vendere, legalizzata presso la procura locale e poi dal Consolato Brasiliano di Roma.
Ora dal Brasile mi comunicano che devo far tradurre la procura in portoghese qui in Italia da un traduttore giurato registrato a tribunale italiano e far firmare l’originale della traduzione da mia moglie. Quindi sembra non sia più necessario fra tradurre la procura in Brasile, da traduttore giurato, come credevo io.Tutto ciò corrisponde a verità? In attesa di vostra gentile risposta, cordiali saluti (Roberto G. 19-12-2015)

Non è così, la procura in lingua italiana va legalizzata presso il consolato del Brasile di Roma o Milano e tradotta in Brasile da traduttore giurato e registrato in Brasile, é la procedura per tutti i documenti stranieri con legalizzazione consolare, una traduzione fatta in Italia da un traduttore non riconosciuto in Brasile può non essere accettata, inoltre la traduzione è un documento ufficiale emesso dal traduttore che non deve essere controfirmato da nessuno, i consolati possono offrire un servizio di traduzione di traduttori registrati presso di loro, e questo in genere anche viene accettato, ma la prassi corretta è quella prima indicata. A questo un articolo con indicazioni.

225) Spero possiate aiutarmi  su una cosa su cui non riesco ad ottenere una risposta certa, nel 2012 ho comprato un lotto di terreno edificabile  a Capo Verde, a Sal Rei, iniziato una costruzione di una casa piana di 140 metri q. con licenza da maggio 2012, per problemi familiari sono dovuto rientrare ed ho dovuto lasciare la costruzione incompleta, inizio 2015 sono rientrato e senza rinnovare la licenza ho completato i lavori, adesso dovrei registrare la costruzione anche per richiedere le utenze di acqua e elettricità, vi chiedo:

  • Sarò soggetto a sanzioni per aver completato i lavori senza rinnovare la licenza di costruzione?

  • Vi saranno  delle multe da pagare o problemi a registrare la casa?

  • Come dovrei procedere vista la situazione descritta?  (Davide M. 18-12-2015)

Non vediamo problemi particolari nel tuo caso, se durante l’esecuzione dei lavori senza aver rinnovato la “licença de obra” non vi sono state fiscalizzazioni ora non dovresti avere problemi, in teoria potresti aver terminato la costruzione durante la vigenza della licenza, per il registro della casa devi inoltrare al presidente della “camara municipal” una richiesta di registro nella “Matrix  predial”  del municipio corredata da copia del tuo passaporto o BI, copia della mappa di localizzazione (sicuramente la trovi allegata alla licenza di costruzione), copia della dichiarazione di NIF (codice fiscale di Capo Verde), vi sarà un sopralluogo e all’esito positivo potrai richiedere la “certidaõ matricial” mediante la compilazione di un apposito modello. Non crediamo che sarai soggetto a multe o sanzioni.

224) Vi faccio i complimenti per la competenza e la precisione dellev ostre risposte e aprofitto per farvi una domanda.
Sono cittadino italiano sposato in italia con cittadina brasiliana da 8 anni ed entrambi viviamo a roma. Nel 2009 sono stato condannato tramite decreto penale per guida in stato di ebrezza (1000 euro di multa). Abbiamo deciso di andare a vivere in brasile e volevo chiedere se è un precedente che può creare problemi per la richiesta del visto per ricongiungimento familiare? 
(Gentili - 11/12/2015)

La ringraziamo per l’apprezzamento, per il rilascio del visto in Italia i consolati brasiliani di Roma o Milano richiedono il certificato generale del casellario giudiziale e dei carichi pendenti dai quali deve risultare “nulla”. Il suo caso non dovrebbe avere problemi in quanto se  l’annotazione penale è avvenuta nel 2009 oggi dovrebbe essere decaduta, quindi non dovrebbe più risultare,  nel caso risulti ancora può inoltrare al procuratore della repubblica presso il tribunale una richiesta di “non menzione”, giustificando proprio il motivo in questione,  per il tipo di reato minimo della fattispecie  con tutta probabilità verrà accolta, se non sussistono altre situazioni pendenti. Le consigliano di recarsi all’ufficio del casellario presso il tribunale  e richiedere i suddetti certificati per verificare la situazione attuale.

223) Buongiorno, Sono cittadino italiano, coniugato in regime di comunione dei beni e proprietario di un immobile a Salvador, da circa 8 anni. Attualmente sono in trattative per venderlo ma la persona che si interessa del contratto, mi a comunicato che occorre anche il CPF di mia moglie e una sua procura, redatta da un notaio e legalizzata presso la Prefettura ed il Consolato Brasiliano e poi tradotta da un traduttore giurato pubblico in Brasile.
Tutto ciò corrisponde a verità? Faccio presente che il contratto e solo a mio nome e che compare solo ‘CONIUGATO’, ma neppure il nome di mia moglie. Non è possibile semplificare la procedura?
Ringrazio in anticipo per una Vs gentile risposta
(Roberto G.  - 01/12/2015)

Quanto comunicato corrisponde alla procedura necessaria, se dalla matrícula dell’immobile risulta il tuo stato civile di coniugato è necessaria la firma di tua moglie per l’atto pubblico di vendita, occorre il CPF di tua moglie che puoi adesso fare in Italia (informazioni a questo link) e la sua firma o una sua procura che ti autorizzi alla vendita. Per la procura fatta in Italia la procedura che devi seguire è quella indicata che puoi vedere descritta anche a questo link. Il fatto che sulla documentazione compaia solo “coniugato” sarebbe anche tecnicamente sbagliato, ma in fase di acquisto da parte di stranieri molti cartórios registrano in tale forma perché sarebbe difficile esigere il CPF della/del consorte se non presente, ma nella fase di vendita purtroppo il cartório esige CPF e firma del consorte o una sua procura.

222)  Buon giorno, Complimenti per la preparazione e la ampiezza dei temi trattati. Sono socio assieme ad altre due persone al 50 % di una limitada in Brasile, a causa della pessima gestione da parte dell amministratore brasiliano e il socio italiano (pari al rimanente 50%) vorremmo rilevare la società e vendere la loro quota a nuovi investitori. Mi domando se le quote in vendita debbano essere acquistate solo da persone fisiche, o possano essere acquistate da società italiane e queste che tipo di beneficio possano ricevere , ad esempio potrebbero dichiarare di avere una filiale in Brasile? Grazie mille per la risposta (Massimo - 15/11/2015) 

In Brasile, quote o azioni di una società possono essere possedute da persone fisiche o giuridiche, incluso straniere. Una filiale in genere è una unità produttiva dislocata di proprietà di una impresa o un gruppo, nel caso in questione il possesso di sole quote   del capitale di una società estera non identificherebbe l’esistenza di  una vera e propria filiale, tecnicamente sarebbe una “partecipata”. Ricordiamo anche che per la società italiana che intende acquisire quote societarie di imprese in Brasile è necessario legalizzare in consolato di Roma o Milano i documenti e visure societarie e del legale rappresentante.

221) Riceviamo molte domande sull’AIRE (anagrafe italiani residenti estero) soprattutto sui temi di assistenza sanitaria, cittadinanza, rinnovo documenti, etc. purtroppo anche se diamo delle generiche risposte su altri temi, il tema principale di questa rubrica riguarda l’aspetto tecnico del nostro lavoro e nemmeno possiamo sostituirci a quelle istituzioni che devono assistere gli italiani all’estero, molti di voi ci scrivono che non ricevono risposte nemmeno ai quesiti e ai problemi più elementari da ambasciate e consolati, sulla questione AIRE avviamo  trovato un articolo semplice e completo che risponde bene a molte delle vostre domande, vedete questo link    (15/10/2015)

220) Salve, seguo assiduamente la vostra preziosa rubrica e vorrei gentilmente porvi qualche breve quesito da pubblicare nella bacheca. Ho visto permanente per il Brasile, generato da matrimonio con cittadina br in Italia e regolarmente registrato presso Cartorio. 1)dispongo di un capitale che mi piacerebbe trasferire dal Nord Europa, dove vivo, al  Brasile, attratto dall'alta dei juros e dal cambio attuale. E' possibile usare il visto per aprire un conto, fare un investimento e poi tornare materialmente a vivere In Europa? 2)la dichiarazione dei redditi in Brasile, anche se non residente ma registrato al RNE, va cmq effettuata entro ogni mese di Marzo sottolineando che non si e' residenti ma semplici investitori? Vorrei fare un investimento di 2 anni, in modo da cadere nel regime di tassazione del capitale del solo 15%, le tasse sono pagate alla fonte dalla stessa Banca alla scadenza dell'investimento, bisogna dunque fare una dichiarazione dei redditi pari a zero o ritenersi ISENTO in quanto sotto la soglia per cui si e' obbligati a dichiarare? 2)lo spostamento di capitale deve avvenire da un conto all'altro con stesso intestatario, quale causale deve avere il bonifico e a quale aliquota IOF e' soggetto? 3)al momento della vidimazione del visto ottenuto all'Estero, la federal prende dati biometrici e rilascia in giornata il SINCRE?E' esso sufficiente all'apertura del conto bancario o bisogna attendere ancora l'arrivo CIE che sembra arrivi adesso dopo soli 60 giorni? SPERO DI NON AVERVI TEDIATO, NON SO COME RINGRAZIARVI, BUON LAVORO,  IN PASSATO MI AVETE AFFITATO UN APPARTAMEMTO IN ZONA MEIRELES(Aldo 13/10/2015)

La ringraziamo per seguire la nostra rubrica e di essere stato nostro cliente. Se si possiede l’RNE (Registro National de Estrangeiro) per la Receita Federal (RFB) si è fiscalmente residenti in Brasile, proprio perché L’RNE è il registro di residenza nel paese, e quindi anche se poi fisicamente una persona non viva o non vi passi tutto l’anno in Brasile, per il fisco si considera residente e dovrà presentare la dichiarazione IRPF secondo le stesse regole di un cittadino brasiliano. Le  regole e le aliquote non sono sempre le stesse, ogni anno,  in genere entro febbraio viene pubblicato il decreto con le norme della dichiarazione, normalmente si tratta di piccole variazioni e adeguamento di esenzioni, fasce di reddito e aliquote, ma per il 2016 sono possibili più cambiamenti e probabili aumenti di tasse considerato la situazione di recessione del paese, quindi, per esenzione, aliquote, etc. in riferimento alle operazioni nell’anno fiscale 2016 dovrà aspettare il decreto del 2017. Per l’apertura di un conto bancario l’RNE è ormai requisito obbligatorio,  le banche in genere chiedono anche una comprovante di residenza (bolletta di acqua o energia a proprio nome o dichiarazione di un terzo) e ultima dichiarazione IRPF brasiliana o straniera,  dipendendo dalle banche.  Il trasferimento del denaro è più facilitato se arriva in Brasile da un conto estero del medesimo titolare, essendo questo un trasferimento proprio di capitale non dovrebbe gravare l’IOF, imposta sulle operazioni finanziarie,  anche se alcune banche la applicano anche in questo caso nella misura ridotta dello 0,38%, per questi aspetti comunque dipende molto dalle banche e variano da una banca all’altra. All’entrata nel paese si è obbligati a registrare il visto alla Polizia Federale entro 30 giorni, dopo il registro, in genere 2-3 giorni,  si può ritirare un certificato (certidão de situação de estrangeiro) già con il numero definitivo di RNE, la CIE, carta di identità per stranieri, puó arrivare entro due mesi ma anche avere dei notevoli ritardi,  comunque con il certificato unito al passaporto è possibile espletare tutte le pratiche incluso apertura di conti in banca. Riguardo agli interessi bancari questi sono netti in quanto la ritenuta fiscale é alla fonte, non generano reddito imponibile da dichiarare, e infine sulla questione dell'essere esente dalla dichiarazione IRPF (ISENTO), dipende dal saldo del suo conto, da eventuali altri beni o valori posseduti in Brasile e da quanto stabilirà il decreto fiscale del prossimo anno.

219) Vorrei delle informazioni su come aprire una impresa commerciale a Capo Verde, quali i requisiti e documenti richiesti, grazie (Luigi 11/10/2015)
A Capo Verde é molto semplice aprire una impresa, un recente aggiornamento legislativo del 2104, ha creato  la possibilità di aprire una impresa in giornata, programma "Criação da Empresa no Dia", sostanzialmente si può aprire una impresa personale limitata (sociedade unipessaol LDA) o una società limitata per quote con il solo passaporto tutto il resto della documentazione si produce in una mattinata direttamente a Capo Verde, basta solo recarsi presso un ufficio della "Casa do Cidadão". Con capitale sociale minimo il costo di apertura di una società personale limitata (LDA) o per quote è di circa 105 euro, di cui 100 euro circa sono il capitale sociale minimo, nel caso di più soci é necessario il versamento di 100 euro circa  per ogni socio,  sempre a titolo di capitale sociale minimo.

218) Sono proprietario di un investimento immobiliare da cui ottengo una rendita di affitto, trattasi di un immobile commerciale a Fortaleza in zona Aldeota. Ho letto che con le difficoltà che sta avendo il Brasile si prevede un  aumento sulle tasse per le rendite e per i guadagni di capitale, succede che  con crollo  del cambio io ho già perso molto sul mio investimento (ho investito con cambio di 2,90) e adesso mi vedrò tassate di più la rendita degli affitti e anche il guadagno, avete notizie su questo? Voi che vi occupate di questo conviene ancora investire in Brasile o mantenere gli investimenti fatti? (Aldo B. 17/09/2015)

Il Brasile sta passando per una recessione, che questa volta non è una solita crisi tecnica, è stato colpito nella sua attivitá economica principale, ossia l’esportazione delle materie prime a cui si è unita un situazione politica precaria a causa della corruzione, il crollo del cambio è stata una conseguenza, noi come altri non abbiamo la possibilità di sapere o calcolare con certezza cosa succederà, ma in 13 anni che noi operiamo in Brasile abbiamo visto momenti di crisi e momenti di ripresa e crescita e di conseguenza vi sono fasi in cui un investimento è vantaggioso e fasi in cui non lo è, questo è un momento in cui è vantaggioso investire per il semplice fatto che con un euro si comprano 4,3 reais, e al tempo stesso non è vantaggioso vendere e trasferire al di fuori del paese il denaro ai tassi attuali di cambio. Il governo brasiliano purtroppo sta correndo ai rimedi per reperire nuove entrate necessarie in questa fase di recessione e  sta pensando di colpire le persone fisiche e non le imprese, si sta tentando aumento delle aliquote IRPF e  aliquote sui guadagni di capitale ottenuti anche dalle vendite di immobili, tuttavia resterebbe esclusa la tassazione per la vendita di un unico immobile fino alla cifra di R$ 440.000. È probabile  che la legge non sia approvata per il 2016 a causa dei tempi dell’iter legislativo che difficilmente può concludersi questo anno, quindi gli aumenti potrebbero entrare in vigore solo nel 2017. Informazioni ad un articolo a questo link

217) Salve mi chiamo Benedetto e sono un geometra, ho già il diploma legalizzato presso il consolato del Brasile e vorrei trasferirmi per svolgere la mia professione in campo edilizio a San Paolo, avendo esperienza di direttore di cantiere di oltre 5 anni, vorrei informazioni su come regolarizzare la professione come iscrivermi all’ordine dei geometri, ho cercato informazioni ma non ho ottenuto risposte dal consolato ne brasiliano ne italiano in Brasile (Benedetto 16/09/2015)

Come abbiamo già ribadito più volte la legalizzazione del titolo di studio italiano o di una sua copia presso il consolato brasiliano di Roma o Milano non EQUIVALE AL SUO RICONOSCIMENTO IN BRASILE, è solo una copia autenticata, un titolo di studio italiano (o straniero) è equivalente solo dopo la procedura di equipollenza fatta presso un CEE (conselho estadual de educação) nel caso di diploma secondario, o presso una università pubblica o privata accreditata  nel caso di titoli accademici, detto questo il diploma di geometra non è “spendibile” in Brasile se non fatta tale procedura di equipollenza. Non ci risulta un ordine vero e proprio dei geometri in Brasile, l’equivalente dovrebbe essere il CREA (Conselho Regional de Engenharia e Agronomia) con sede in ogni stato del Brasile, non conosciamo la procedura di iscrizione le consigliamo di rivolgersi proprio alla sede di un CREA dello stato dove ha intenzione si svolgere la sua attività

216) Salve, mi sono iscritto all'AIRE, con residenza in Brasile a Belo Horizonte, da circa 5 mesi, vorrei sapere se possono ancora sorgere controlli fiscali in Italia e cosa devo dichiarare o pagare in Italia (Giuseppe P. 14/09/2015)
L'iscrizione AIRE (Anagrafe Italiani Residenti Estero) non é requisito unico ed essenziale per dimostrare la propria residenza fiscale all'estero, e questo é stato sancito da diverse sentenze in Italia; ossia insieme all'iscrizione AIRE bisogna dimostrare di non avere più in Italia fissa dimora, domicilio e di non mantenere più nel paese il centro dei propri interessi economici e anche personali, quindi un controllo vi può essere, e se vi sarà bisognerà dimostrare tutto questo, in particolare il rischio di un accertamento é maggiore nel primo periodo di iscrizione all'AIRE, infatti la normativa prevede che entro sei mesi lo stesso comune di ultima residenza debba confermare l'effettivo cambio di residenza effettuato dal cittadino  all'agenzia delle entrate e per i successivi tre anni si é soggetti ad una specie di vigilanza da parte della agenzia. Il cittadino residente AIRE deve dichiarare e pagare in Italia le sole tasse per i redditi generati in Italia. Chi iscritto AIRE e teme una verifica fiscale in Italia é bene che mantenga e conservi la documentazione della sua vita all'estero, passaporti anche scaduti, biglietti aerei, contratti di locazione o acquisti di immobili residenziali, documenti di lavoro, dichirazione redditi all'estero, fatture di utenze elettriche, idriche, conti bancari, assicurazioni, insomma tutto ciò che ad una eventuale verifica possa dimostrare la effettiva e non fittizia residenza all'estero del soggetto.
215)  Buongiorno, sono un cittadino Italiano sposato con una brasiliana da 20 anni ed ho una figlia minorenne, matrimonio fatto in Italia vorrei sapere se devo registrarmi in Brasile in considerazione di un trasferimento e successivo acquisto di un immobile nonché apertura di un conto bancario. Cordiali saluti  ( Sandro 22/06/2015)

Dovrai richiedere il visto permanente per ricongiungimento familiare presso il  consolato del Brasile di Roma o Milano, a secondo della tua residenza in Italia, maggiori informazioni a questo link: http://cgroma.itamaraty.gov.br/it/permanente.xml#sposato5

214) Mi trovo a Capo Verde in procinto di acquisto di un terreno, per verificare se tutto regolare, assenza di ipoteche, etc. quale il certificato da richiedere al registro immobiliare quello detto predial o matricial? (Fabio  19/06/2015)

I certificati citati hanno funzioni differenti, la “certidão matricial” è  utilizzata per l’espletamento di pratiche  pubbliche e private,  ad esempio lo stesso atto di compravendita in cartório, registro predial dell’ímmobile, etc. viene emessa dalla Camara Municipal del territorio dove è ubicato l’immobile. Il Certificato da chiedere nel tuo caso è la certidão predial che riporterà tutte le informazioni sull’immobile (localizzazione, riferimenti di registro,  proprietario, area, valore di registro e eventuali ipoteche se esistenti), questo certificato viene emesso dalla conservatória dos registros predial, presente in ogni isola di Capo Verde.

213) Buongiorno, ho questo problema sto per sposare una ragazza brasiliana in Aracaju il mio visto da turista scade il 2 giugno e il cartório mi ha detto che impiegano 25 giorni per il matrimonio ho paura di non riuscire a entrare nella validità del mio visto, se vado alla polizia federale e spiego il mio problema esiste una soluzione di proroga? Grazie  (Nazzaro 09/05/2015)

In Brasile é possibile contrarre matrimonio durante la permanenza con visto turistico, ma è anche obbligatorio trovarsi in una condizione di regolarità nel paese, non ci risulta che la polizia federale conceda proroghe per contrarre matrimonio; infatti uno dei documenti richiesti dal cartório  è proprio un certificato di permanenza regolare nel paese che la polizia federale ti emetterà gratuitamente fino al giorno di scadenza del tuo visto e difficilmente il cartòrio celebrerà il matrimonio oltre la data di regolare permanenza stabilita nel certificato stesso.

212) Possiedo un appartamento in Brasile, vi passo solo due mesi per anno e non ho capito se sono obbligato a presentare la dichiarazione fiscale annuale o no  (Cosimo 29/04/2015)

Riguardo alla dichiarazione IRPF, la regola viene pubblicata ogni anno generalmente nel mese di febbraio, nel 2015 sono obbligati a presentare la dichiarazione IRPF tutti coloro che possiedono beni e applicazioni finanziarie per un valore superiore o uguale a R$ 300.000 o che hanno ottenuto in Brasile una rendita uguale o superiore a R$ 26.816,55 nell’arco dell’anno fiscale 2014 (dal 01/01/2014 al 31/12/2014). Gli stranieri devono presentare dichiarazione se sono residenti, si considerano residenti coloro che passano in Brasile almeno 184 giorni nell’arco dell’anno fiscale e coloro che sono in possesso di un visto permanente o di lavoro anche temporaneo, in tal caso, ai fini fiscali,  sono considerati residenti anche se passano in Brasile meno di 184 giorni e devono presentare dichiarazione se superano la rendita o il possesso di beni sopra indicato. Il problema tuttavia si presenta quando uno straniero non residente possiede  applicazioni finanziarie o immobili in Brasile e a seguito di una vendita vuole trasferire al suo paese o in altro paese estero il valore ricavato da una vendita o dalla chiusura di una applicazione finanziaria, le banche per autorizzare l’uscita del denaro dal paese chiedono la dichiarazione IRPF dove risulti la dichiarazione di tali beni o valori, per tale ragione noi consigliamo, a chi straniero e proprietario di immobili o conti in banca  in Brasile  di effettuare sempre la dichiarazione annuale anche nei casi in cui non si ha obbligo, almeno se si considera l’ipotesi di una futura dismissione di immobili o investimenti dal paese.

211) Dovrei sposarmi con la mia fidanzata brasiliana, ma ho il problema di un precedente che risulta dal mio certificato penale, tuttavia mancano solo 5 mesi alla sua cancellazione, posso sposarmi ed ottenere il visto?  (Antonio G. 28/04/2015)
Un precedente criminale può  dare problemi nella pratica di rilascio del visto permanente (RNE) ma non per il matrimonio in cartòrio in Brasile, per il matrimonio non è richiesta nessuna certificazione penale. Puoi tranquillamente sposarti, se ti interessa poi ottenere il visto puoi aspettare  che il tuo casellario giudiziale venga consegnato senza annotazioni e fare la richiesta di visto permanente per ricongiungimento familiare. Per chi ha problemi simili, rammentiamo che in Italia per reati minori è possibile ottenere il beneficio della non menzione sul casellario giudiziale, cosa inutile nel tuo caso se ti mancano solo 5 mesi per il decadimento della annotazione.
210) Dovrei comprare il 50% di un bar a Natal, la somma da investire è di R$ 90.000.   La mia presenza sarebbe solo di 6 mesi in Brasile, perchè gestisco come ditta individuale in Italia una pizzeria rosticceria, Il mio futuro socio ha il suo visto permanente con la sua società di costruttore il bar lo ha comprato in proprio. Per poter operare fisicamente nel bar, come potrei fare, cosa prevede la legge brasiliana (Francesco 23-04-2015)

Da stranieri, essere solo socio di capitale di una attività non da legalmente la possibilità di poterci lavorare; ossia poter svolgere nella sede dell'attività mansioni proprie o assimilabili a quelle di un regolare lavoratore subordinato, le soluzioni sono due, ottenere il visto permanente come socio investitore (RNE), ma per questo è necessario investire con la normativa attuale almeno R$ 150.000 nel capitale della società (vedi http://www.fortalezavacanze.net/visti.htm)  o ottenere dalla società un regolare contratto di lavoro subordinato mediante la richiesta e concessione di un visto di lavoro, (vedi http://www.fortalezavacanze.net/lavoro_dipendente_brasile.htm) Questo perchè la legge brasiliana è ben chiara su questo aspetto, il possesso di proprietà immobiliari o quote di attività non da diritto alla permanenza nel paese o a un visto di entrata differente, quindi all'entrata ti verrà concesso un normale visto turistico o di affari che non da la possibilità di lavorare in Brasile o nella attività di cui tu sei socio.

209) Salve, ho comprato un appartamento finanziato direttamente con impresa costruttrice non potendo avere accesso al finanziamento con la banca, come faccio  a calcolare l'importo delle rate future con l'applicazione di indici INCC e IGPM più 1% mensile? (Silvio 22-04-2015)
I contratti di finanziamento di edifici in costruzione  (lançamentos)  o anche lottizzazioni applicano in genere degli indici di correzione inflazionistica mensile sulle rate stabilite dal contratto, l'IGPM è l'indice generale dei prezzi dei prezzi di mercato, calcolato su base mensile da una nota fondazione è indice di riferimento del settore pubblico per la correzione di titoli di stato e bancari ed è usato anche nel settore privato per l'aggiornamento dei canoni di locazione, rateizzazioni, etc. L'INCC è un altro indice più specifico del settore immobiliare ed esprime nella stessa forma l'inflazione mensile dei costi di costruzione di mercato. In genere i contratti di finanziamento con imprese costruttrici prevedono la correzione mensile delle rate con applicazione principalmente di uno di questi due indici a cui spesso si aggiunge un tipico 1%, normalmente a partire dalla consegna dell'immobile. Il problema più che altro è la forma  di come vengono applicati questi indici; ossia quasi sempre in forma anatocistica, (ossia mensilmente si somma alla sorta capitale della rata l'1% più il suddetto indice in forma anatocistaica e  se il finanziamento è ancora lungo la rata mensile può aumentare di molto), quindi non sapendo anticipatamente  il valore di questi indici non possiamo calcolare con precisione le rate future. L'applicazione di tassi di interesse in forma anatocistica non è proibita dalla legge brasiliana ed è normalmente applicata da banche, settore pubblico e privato.
208)volevo chiedere una informazione, ho una proprietà a Natal che sto vendendo al mio inquilino e da quello che capisco dalle e,mail, lo stesso si è rivolto alla Caixa Federal per ottenere un finanziamento, ma la cosa che mi suona strana è che questa banca non mi invia i soldi in Italia, dice che devo essere residente in Brasile e avere un conto da loro. Volevo una conferma che fosse davvero cosi per legge, oppure è una scelta di quella banca ? (Lenisa 07/04/2015)
è così, se il finanziamento é tramite la Caixa Economica Federal questa liquida il finanziamento solo su un conto della stessa banca, e non invia denaro all'estero, succede quindi che chi non ha un conto presso la stessa banca ne deve aprire necessariamente uno nuovo per vedersi accreditato l'importo finanziato, per aprire un conto é necessario oggi non la residenza in Brasile ma essere in possesso del visto permanente (RNE) e di conseguenza chi non ha il visto permanente non può vendere un suo immobile in Brasile tramite finanziamento della Caixa Economica Federal.
207)Salve, ho una multa da pagare per sorpasso del visto turista, ma il banco do brasil in europa non) acettano queste multe posso pagarla al aeroporto in Brasile quando ritorno li o devo pagare prima di arrivare in aeroporto? (Franck 02-04-2015)

Quí si cade in una delle tipiche stranezze burocratiche brasiliane in quanto la multa che dovresti pagare per rientrare regolarmente in Brasile non può essere pagata fuori dal Brasile ne al tuo arrivo in Brasile perché la Polizia Federale non puó accettare pagamenti in contanti. Il primo passo è generare il bollettino (GRU) dal sito della Polizia Federale a questo link http://www.dpf.gov.br/servicos/gru/imigracao-estrangeiros inserendo i dati richiesti, Il bollettino, dotato di un codice a barre,  puó essere pagato via internet se di dispone di un conto bancario in Brasile anche da parte di una terza persona, oppure inviato in Brasile per e.mail ad una persona che lo paghi e mandi poi la ricevuta del pagamento.

206) Vorrei informazioni sul visto di residenza a Capo Verde, come si richiede presso ambasciata o consolato in Italia e quali i requisiti richiesti, e se é possibile a Capo Verde, aprire un impresa personale o una società da straniero senza la necessitá di un cittadino di Capo Verde(Danilo  24/03/2014)
La residenza nella repubblica di Capo Verde é una concessione del governo locale,  mediante l'emissione del "CARTÃO DE RESIDÊNCIA", solo in particolari casi viene concessa in Italia, in genere consolati  e ambasciata capoverdiana in Italia si limitano al massimo al rilascio di visti temporanei anche di durata annuale. L'organo competente al rilascio del documento è la Policia National - DEF  Divisão de Estrangeiros, sito internet: http://def.policianacional.cv/DNN. E´ possibile a Capo Verde aprire da stranieri una impresa individuale o una società limitata senza l´obbligo di partecipazione di capoverdiani. Avere un contratto di lavoro, una società o impresa attiva a Capo Verde, fissa dimora certificabile, una fedina penale italiana  senza particolari problemi e  buona salute fisica da diritto alla residenza nel paese.
205) Salve, come è possibile verificare la regolare proprietà di un immobile, in particolare di un appartamento,  a Capo Verde?  (Cesare 04/03/2014)
E´possibile richiedere una "certidão predial" presso la "conservatoria dos registros prédial, comercial e automóvel", la certificazione riporta anche eventuali pendenze, nuove trascrizioni, ipoteche o altro.
204) Sono italiano residente in Brasile dal 2007, regolarmente iscritto all'AIRE in Italia e al consolato di Recife,  non ho capito se in questa condizione perdo o no l'assistenza sanitaria in Italia (Gianni 04/03/2014)
Stando alle informazioni fornite dal sito del ministero della salute italiano, ed essendo il Brasile un paese con cui l'Italia ha stipulato una convenzione in materia sanitaria si conserva il diritto alle prestazioni sanitarie urgenti e per una durata di 90 giorni massimo in caso di temporaneo rientro in Italia.
203) Salve,  sono stato sposato con una ragazza brasiliana per quasi 5 anni dopo abbiamo chiesto la separazione, ormai è passato quasi un anno e mezzo dalla separazione ufficiale del giudice, volevo sapere se posso ancora chiedere il visto permanente. Il nostro matrimonio è stato celebrato in Italia e mai registrato in Brasile. Grazie  (Antonio 04/03/2014)
Non puoi piú richiedere il visto, ne in Brasile e ne al consolato brasiliano in Italia,  in quanto il matrimonio di fatto  é cessato con la separazione, anche se non si é giunti all'effettivo divorzio, questo visto é basato sulla reale convivenza dei coniugi che deve essere dichiarata, certificata e poi viene verificata dalla polizia federale in Brasile, infatti il visto si chiama "Reunião Familiar" (unione familiare), e non si ottiene sulla base di un solo certificato di matrimonio; anzi ultimamente i controlli della polizia federale in Brasile sono piú severi proprio al fine di verificare che il matrimonio e la convivenza siano reali e non solo finalizzati all'ottenimento della permanenza del paese.
202) Buon giorno vorrei una informazione, io sono stato in Brasile a novembre dal 3 al 23 del 2014, adesso sono ritornato il 13 gennaio 2015 e riparto per l italia il 7 di aprile. Prima di partire devo recarmi alla polizia federale di Fortaleza per pagare la cosiddetta multa di circa 8 reais al giorno per i giorni eccedenti i tre mesi di permanenza? Questa regola vale anche per la mia compagna che ha viaggiato con me ma che ha passaporto polacco. Grazie per l attenzione e in attesa di una vostra risposta vi porgo distinti saluti (Andrea 28/02/2015)
La sanzione amministrativa da te citata é inflitta a tutti gli stranieri che eccedono la loro permanenza nel paese oltre il visto concesso in entrata nel paese o dalle autorità consolari brasiliane, tuttavia  una distinzione vi é tra nazionalità che hanno la possibilità di prorogare la permanenza ordinaria di 90 giorni e quindi ottenere una permanenza continuativa massima di 180 giorni nell'arco dell'anno (visto del tipo 8), e quelle nazionalità a cui non è concessa questa possibilità essendo previsto un periodo massimo 90 giorni ogni 180 giorni (visto del tipo 8*), stando all'attuale quadro dei visti scaricabile a questo link, dal sito del Ministério das Relações Exteriores aggiornato al 29 gennaio 2015, per per gli italiani resta la limitazione dei 90 giorni ogni 180 giorni, mentre per i cittadini polacchi questa limitazione non é citata quindi la tua compagna prima della scadenza dei 90 giorni puó recarsi presso la sede della polizia federale a prorogare il visto fino alla data della partenza e quindi non incorrere nella suddetta sanzione, maggiori informazioni  a questa  pagina
201) Volevo un'informazione, nel 2011 ho firmato una procura al mio ex-marito per la vendita della fazenda che avevamo a Eusebio....purtroppo io non ho avuto copia di questa vendita.... volevo sapere se era possibile recuperare questo atto solo con il numero di "matricula" do Registro de Imoveis da Comarca de Eusebio e il numero de inscricão na Prefeitura Municipal de Eusebio.....e come posso fare..... (Anna  21-02-2015)
E´possibile, se la vendita é stata effettuata e regolarmente registrata, é stata attualizzata la matrìcula di cui hai i riferimenti di registro (numero e zona), basta solo recarsi al cartório de registro de imóveis di Eúsebio e richiedere la matrícula attualizzata, da tale documento si possono anche rilevare i dati della escrítura pública de compra e venda e richiedere la segunda via di questo atto presso il cartório che lo ha emesso, si tratta di documenti pubblici e chiunque può richiederli.
200) Complimenti davvero per questa sezione, avendo un terreno a Sal (Capo Verde) e volendo costruire delle villette per poi vendere o affittare vorremmo costituire una società, intestare il terreno alla società (adesso é di proprietá di solo uno di noi), e procedere con la costruzione, leggiamo che é necessario versare  23.000 euro di capitale per fare uno società, inoltre  possiamo costituirla essendo tutti stranieri  non residenti? grazie (Stefano 16-02-2015)
Grazie!  a Capo Verde da straniero anche con visto di turista é concesso aprire una propria impresa individuale o una societá, anche composta tutta da stranieri, il capitale sociale minimo  di 2.500.000 ECV corrispondente a circa euro 22.728 è stato abolito nel 2013, portando questo capitale al valore simbolico di un  solo ECV, meno di un euro, questa misura é stata voluta dal governo capoverdiano proprio per incentivare la nascita di nuove imprese collettive incluso quelle straniere, anche il nostro gruppo é un nuovo investitore a Capo Verde, con delle costruzioni in corso nell'isola di Santiago,  e possiamo direttamente testimoniare che si incontra un ambiente ben recettivo per nuove imprese e investimenti stranieri, non  manca la burocrazia, ma il píú delle volte non é difficile ne costosa da affrontare.
199) Sto costuituendo una societá in Brasile in cui io pur essendo il socio maggioritario non saró l'amministratore perché non  posso trasferirmi al momento ne ho richiesto il visto, vorrei sapere se oltre a essere socio di capitale posso ricoprire una carica di responsabilità tipo direttore tecnico, essendo una societá di investimenti in borsa ed io lavoro nel settore in Italia. (Francesco P. - 14/02/2014)

La normativa brasiliana non lo consente esplicitamente ma nemmeno lo proibisce; ossia, se straniero, è obbligatorio che l’amministratore di una società sia titolare del visto permanente (RNE) e che i soci stranieri siano in possesso del CPF e nominino un procuratore residente (straniero con RNE o  brasiliano) per ricevere notifiche e comunicazioni ufficiali e verso la receita federal (RFB), procuratore che può essere lo stesso amministratore della società, questi sono gli unici obblighi per le società straniere la cui costituzione è consentita dalla legge federale  brasiliana (ricordiamo che vi sono dei limiti relativi al ramo di attività, tipo energia, radio, televisione e giornalismo, pesca, sicurezza nazionale, sanità, etc. in cui esistono limitazioni o proibizioni a operare per società di capitale o  con soci stranieri), escluso tutto questo e considerato che una carica di responsabilità in una società non implica ne é un rapporto di lavoro subordinato, per cui sarebbe necessario il visto (RNE), sarebbe consentito, anche perché nella pratica una carica di questo tipo puó essere espletata nei limiti del visto di affari consentito ai cittadini italiani (90 giorni ogni 180 giorni)  e per il resto anche a distanza, la Junta Comercial dello stato del Ceará (JUCEC) registra  al momento società in cui soci stranieri  senza visto permanente ricoprono cariche direttive di tipo tecnico, finanziario, etc. non sappiamo come si comporta lo stesso ente in altri stati del Brasile; come specifichiamo in altre risposte molti enti hanno carattere e autonomia statuale e vi possono essere comportamenti e interpretazioni normative  diverse da stato a stato.

198) leggendo la risposta n. 197, anche io ho un problema simile nella vendita di un immobile comprato da sposato nel 2008 e oggi lo devo vendere da separato in Italia con ex moglie italiana, il cartório non ha accettato una copia della sentenza italiana, vuole anche la firma della mia ex moglie o una sua procura, perché risulta dagli atti come comproprietaria, non so cosa fare, mille telefonate, dal consolato nessuna risposta ne da Recife, ne da Fortaleza (Luca M. - 06/02/2014)
Ribadiamo che i consolati italiani in Brasile non hanno competenza in questo settore anche se potrebbero fornire consigli e direzioni e spesso si ci attende anche servizi particolari da consolati onorari i quali non hanno ne struttura ne il compito istituzionale di fornirli. E´ comune che i cartórios hanno a volte difficoltá a recepire documentazioni straniere ed equipararle alle leggi brasiliane, spesso, in questi casi,  chiedono la "certidão de casamento" documento che uno straniero non sposato con una(o) brasiliana(o) non potrà mai ottenere, il primo consiglio é quello di evitare cartórios minori che hanno poca pratica nella fattispecie e spesso, nel dubbio,  non accettano documentazioni straniere valide, il secondo consiglio é quello di certificare in modo adeguato lo stato civile, anche se spesso la sentenza di seprazione  viene accettata non é il modo più corretto,   inoltre la sentenza spesso composta da più pagine é di difficile interpretazione, oltre ad essere più costosa la legalizzazione consolare consolare e la traduzione (che si paga a pagine), il modo corretto e che rende meno probabili difficoltà in cartório, almeno nella nostra esperienza, é produrre il certificato di stato civile al proprio comune di residenza con annotazione della separazione, legalizzato all'ufficio territoriale del governo (ex prefettura) e poi al consolato del Brasile di Roma o Milano, poi tradotto in Brasile da traduttore giurato, anche burocraticamente é questo il documento pù idoneo,  in quanto chi é chiamato a certificare lo stato civile di un cittadino é l'ufficiale dello stato civile dell'anagrafe e non il giudice; ossia il giudice emette una sentenza che poi deve essere recepita e trascritta allo stato civile dell'anagrafe. Altre informazioni sulla validità di documenti italiani in Brasile a questo link
197) Mi scuso del disturbo, ma non riesco a comprendere che documento vuole la Banca Caixa Economica di Fortaleza, ho acquistato un immobile nel quartiere  di Fatima  a Fortaleza che sarà pronto nel 2016 ad aprile, orbene per accedere a finanziamento devo presentare il Certidão de Casamento (se separado ou divorciado con averbaçao na certidão). Bene io e la mia compagna non riusciamo a comprendere questo documento. Io in Italia sono separato con sentenza del Giudice, devo presentare questo decreto? Farlo tradurre in Italia e farlo vistare in tribunale per copia conforme e poi portarlo al Consolato di Recife per il visto di conformità o devo presentare l’atto di matrimonio con la trascrizione di separazione, é triste però notare la latitanza del Consolato Onorario di Fortaleza nelle risposte, che mi giungono confuse (Mazzano 04/02/2015)
La Caixa Economica vuole un documento ufficiale che certifichi il tuo stato civile, se il tuo matrimonio é avvenuto in Italia con cittadina non brasiliana non puoi produrre un certificato di matrimonio brasiliano o trascriverlo presso le autoritá consolari, la caixa nel tuo caso dovrebbe accettare una copia della sentenza di separazione legalizzata in procura e poi presso il consolato del Brasile di Roma o Milano, poi tradotta in Brasile da traduttore giurato oppure il certificato di stato civile del tuo comune di residenza con trascrizione della separazione, legalizzato all'ufficio territoriale del governo (ex prefettura) e poi al consolato del Brasile di Roma o Milano, poi tradotto in Brasile da traduttore giurato. I nostri consolati non  sono competenti per questa procedura,sono i soli consolati brasiliani in Italia che possono legalizzare un documento italiano affinché abbia valore legale in Brasile, nel caso specifico consigliamo di produrre il certificato dello stato civile con trascrizione della separazione.
196) Salve,volevo chiedere delle informazioni per il visto brasiliano,io ho una ragazza in Brasile lei e cittadina brasiliana, io vorrei trasferirmi in Brasile a Campo Bom dove vive lei ,per chiedere il visto e complicata la procedura? (Adrian 21/01/2015)
Puoi richiedere il visto  per ricongiungimento familiare a seguito di matrimonio o convivenza (união estável),  maggioni informazioni a questo link
195) Salve, sono italiano sposato con brasiliana da 10 anni abbiamo un bimbo di 6 anni abbiamo già trascritto sia il matrimonio che la nascita al consolato Brasile in Roma, visto che da un mese mi ritrovo disoccupato abbiamo deciso di trasferirci in Brasile, gentilmente vorrei sapere che documentazione avrò di bisogno prima di effettuare il trasferimento in Brasile (Giovanni  08/01/2015)
Salve, puoi richiedere il visto permanente in Brasile per ricongiungimento familiare sia al consolato di Roma che direttamente in Brasile, sul sito internet del consolato trovi tutte le informazioni in merito, inoltre, che ci risulti è anche riconosciuta una procedura agevolata per le coppie sposate da più di 5 anni, se vuoi richiederlo in Brasile, dopo il normale ingresso turistico, devi trascrivere il matrimonio in Brasile presso un cartorio di registro civile, utilizzando il documento in tuo possesso rilasciato dal consolato alla trascrizione che hai fatto in Italia, dopo di che devi recarti presso la polizia federale a fare richiesta,  sarà necessario il tuo certificato penale italiano, casellario giudiziale, legalizzato in consolato, quindi o risolvi la pratica del visto al consolato di Roma o viaggi portando con te il certificato penale legalizzato e i documenti della trascrizione del matrimonio per fare richiesta direttamente alla polizia federale in Brasile.
194)  vorrei sapere se un imprenditore italiano che ha ottenuto un visto come investitore in Brasile a seguito di un investimento, deve obbligatoriamente pagare le imposte in Brasile anche sui redditi prodotti in Italia (Ruben  08/01/2015)
Il visto permanente (RNE) é appena il permesso per poter permanere sul territorio brasiliano, poco ha che vedere con la sfera fiscale, in quanto non é detto che una persona poi realmente vada a risiedere in Brasile, e/o mantenga nel paese il suo centro di interessi principale, molti in possesso del visto permanente non lo fanno, piú che altro, secondo la normativa italiana, é da considerare l'iscrizione all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti All'Estero) che si può eseguire o meno dopo l'ottenimento del visto, ed è questo l'atto che trasferisce formalmente la residenza fiscale in Brasile o altro paese estero, e il tipo di reddito, in applicazione della legge n. 844/80, la convenzione sulle doppie imposizioni tra Italia e Brasile, ma che ci risulti non si dovrebbero  pagare in Brasile le tasse per i redditi ottenuti e percepiti nel territorio italiano, informazioni certe  sono comunque reperibili presso i patronati Italiani diffusi in Brasile, consolati o la Receita Federal (RFB)
193) Salve,vorrei sapere se è possibile restare in Brasile per più di 90 giorni con visto turistico e se eventualmente si può prorogare di altri 90 oppure pagare una multa al momento dell'uscita dal paese. Dovrei restare per circa 15giorni in più oltre la scadenza. Grazie (Pablo 15/12/2014)
Con passaporto italiano in Brasile non puoi al momento prorogare i 90 giorni di visto turistico, in tal caso ti verrà all'uscita verbalizzata una   sanzione amministrativa di R$ 8,28 per ogni giorno in piú, fino ad un massimo di R$ 828, maggiori informazioni a questo link e alla risposta n. 176 a questa pagina
192) Avendo intenzione di fare un piccolo investimento immobiliare a Capo Verde, vorrei sapere se é possibile nel paese avere un conto corrente per l'invio del valore necessario all'investimento e che costi ha il conto, se é possibile aprirlo senza essere residenti e da turisti e la documentazione necessaria (Gloria 03/12/2014)
Si é possibile aprire un conto bancario a Capo Verde da turisti, ed é consigliabile farlo in caso di investimenti, é necessario il solo passaporto, l'apertura del NIF (Número de Indentifição Fiscal), il codice fiscale capoverdiano che si apre in pochi minuti negli uffici fiscali presenti in ogni isola con la sola esibizione del passaporto (il NIF potrebbe anche non essere richiesto balla banca per l'apertura del conto ma poi è necessario per investimenti immobiliari, societá, contratti procure, etc.). Per tale finalitá  é consigliabile l'apertura anche di un semplice conto di deposito a risparmio, che non ha costi, ha buoni interessi, permette la gestione e pagamenti on line, trasferimenti da e per estero (SWIFT-IBAN) e viene data alche la carta di debito del circuito locale, in genere i nostri clienti li indirizziamo alla  banca CAIXA, banca pubblica di Capo Verde, con cui non abbiamo mai avuto  problemi, ma anche altre banche offrono  simili soluzioni.  - altri dettagli a questo link
191) Sono una cittadina italiana ed ho un visto di ricongiungimento familiare temporaneo in quanto mio marito (italiano) lavora permanentemente in Brasile dal Novembre 2013. Il visto temporaneo non mi consente di avere direttamente un contratto di lavoro ma è necessario il rilascio del visto lavorativo che mi è già stato respinto una volta dal governo brasiliano. In caso di ottenimento di visto permanente (a Novembre 2015), ci sono le stesse restrizioni lavorative per il coniuge? (Stefania N. 02/12/2014)
Quando avrai il visto permanente (RNE), potrai richiedere la "carteira de trabalho"  e con questa potrai sottoscrivere qualsiasi contratto di lavoro subordinato, oppure essere titolare di impresa individuale o legale rappresentante di societá, come ogni altro residente straniero o cittadino brasiliano.
190) Mi serve l'inscricão consular per fare il registro per l'RNE alla polizia federale e vorrei sapere i documenti necessari e quanto tempo ci vuole (Fabio F. 01/12/2014)
Il visto permanente o temporaneo per il Brasile viene concesso in Italia dal consolato del Brasile di Roma o Milano che lo appone sul passaporto del beneficiario, entrando poi in Brasile con tale visto entro 30 giorni é fatto obbligo di  registrarsi alla sede della polizia federale della circoscrizione dove si va a risiedere e successivamente si ottiene  L'RNE (registro national de estrangeriro) e la "Cedula de Identidade de estrangeiro", se per registro consular intendi l'apposizione del visto sul passaporto questo dipende dal tipo di visto e dal motivo (investimento, pensione, matrimonio, filglio, lavoro, etc.) ognuno ha delle specifiche esigenze per la concessione, tempi e documentazioni da presentare, alla specifica sezione visti dei siti dei consolati di Roma e Milano trovi le informazioni, o leggi gli articoli della sezione "Visti di  entrata,  permanenza e informazioni per viaggiare" alla home page del sito
189) Innanzitutto volevo fare i complimenti per il vostro sito, avrei un quesito da porre inerente il visto. Nel caso un soggetto italiano abbia ottenuto un visto permanente come investitore straniero, può fare anche da amministratore in un'altra azienda brasiliana (Limitada) senza che tale società dimostri un investimento di 150.000 R$ o 600.000 R$? Grazie (Cristina 11/11/2014)
Grazie per il complimento, Il possesso del visto permanente in Brasile (RNE - registro national de estrangeiro)  indipendentemente dal motivo originario della sua concessione (matrimonio, figlio, pensione, investimento, lavoro, unione stabile, etc.) da la possibilitá di amministrare una o più societá (LTDA, SA) ed essere titolare di imprese personali indipendentemente dall'essere socio  o dal capitale delle società medesime.
188) Salve, ho un fratello con residenza brasiliana (padre di figlio brasiliano) volevo sapere se ho la possibilità di richiedere un visto per ricongiungimento familiare e allo stesso tempo in caso lui aprisse una societa potere farne parte senza versare il capitale (Martin T. - 08/11/2014)
Il visto per  "reunião familiar" lo può chiedere di diritto il coniuge, per quanto riguarda figli, nipoti, fratelli o ascendenti la normativa prevede che debbano essere minori di 21 anni e/o comprovare l'effettiva dipendenza dal chiamante, ossia l'incapacità effettiva di provvedere da soli al proprio sostentamento, la normativa di riferimento é la RN 36/99 a questo link. Per quanto riguarda la società l'essere solo socio di una società limitata (LTDA o SA) non ha nessuna relazione con visto permanente (solo per amministrare una società è necessario il visto permanente - RNE) o con vincoli di parentela ed è sempre necessario sottoscrivere almeno una quota minima del capitale ( ad esempio 1%) per far parte della compagine societaria. 
187) Sono interessato all'acquisto di un terreno vicino Salvador, nell'area interna a circa 90 KM dalla cittá, il fatto é che questo terreno non ha regolare matricula e stesso il cartorio mi ha detto che non vi é problema in quanto é possibile fare la scrittura di passaggio  possesso che ha lo stesso valore e dopo se voglio posso fare il registro, é possibile? é un acquisto sicuro? (Valerio B. 06-11-2014)
Rimandiamo ad un articolo completo sulla questione di RADIOBRASILE a questo link

186) Ho comprato un terreno a Eusebio, vicino Fortaleza, con regolare registro, volendo costruire una piccola casetta mi informa la ditta che è possibile costruire senza licenza e progetto e solo dopo dichiarare la costruzione, è possibile questo?  (Stefano A. 02/11/2014)

Anni fa vendendo dei terreni ad Eusebio, questa cosa ci mise in difficoltá perché non trovammo una legge formale che autorizzasse costruzioni senza licenza (alvará) e nella realtá poi scoprimmo che si trattava più che altro  di una prassi consolidata, in cui piccole costruzioni piane sono "liberate" dalla richiesta e concessione di una formale licenza edilizia, in generale le prefeituras (municipi) hanno una larga autonomia nell’emanazione di leggi municipali anche nell’ambito delle edificazioni e  pianificazione del territorio, se le zone non rientrano nelle aree di pertinenza della federazione (união) o sotto altri vincoli ambientali, confermiamo che nel municipio di Eusebio (Ceará) funziona cosí, se si tratta di una casa per civile abitazione di struttura piana (casa plana), ossia solo il piano terra e di modeste dimensioni,  e la zona è edificabile potresti anche costruire senza licenza (alvará), terminata la costruzione procedi col richiedere ad un tecnico una planimetria con “memorial descritivo” e poi fai richiesta al locale cartório de registro de imóveis (CRI) di registrare (averbação) l’immobile costruito  sulla matricúla del terreno un procedimento di registro in cui viene praticamente aggiunta la costruzione al registro pubblico del terreno), dopo di che ti rechi alla SEFIN del municipio di Eusebio a notificare la costruzione ai fini del pagamento dell’IPTU (Imposto predial territorial urbano), la tassa annuale su tutti gli immobili prediali e per censimento civile urbano.  Di certo peró questa é una antica forma "popolare" di costruire una abitazione nelle aree interne del Brasile, dove le persone un  poco alla volta  costruivano una piccola casa familiare e solo dopo veniva censita e registrata, secondo  noi, oggi poco si addice a costruzioni che poi diventano lussuose ville con piscina, in genere lasciando lavorare un ditta senza un progetto e un dirigente tecnico dei lavori non si ottiene una costruzione di qualità, e senza un permesso preventivo ad edificare non é detto che non si possano poi avere problemi durate la costruzione o al successivo registro.

185) Salve, mi interesserebbe conoscere sinteticamente i costi e tasse su un investimento immobiliare sia in Brasile che a Capo Verde, intendo i costi dell’atto di acquisto, le tasse fisse annuali e d altre imposte se ve ne sono, leggo solo molte informazioni discordanti (Enrico F. – 30/10/2014)

A Capo Verde  la situazione e piú semplice e lineare,  partendo dall'imponibile del valore dichiarato sull'atto  si paga il 2.4% per la registrazione del rogito,  il 3% di tassa SISA (impostos sobre sucessões e doações) e  una tassa annuale dello 0,075% di IUP (imposto unico sobre patrimônio), esistono poi numerose agevolazioni in diversi casi, ad esempio i pensionati stranieri residenti sono esenti dalla tassa SISA. In Brasile la situazione é piú complicata perché le tabelle delle imposte variano tra gli stati e i municipi, si parte dall'imponibile che é stabilito dalla locale prefeitura (municipio) ed é detto "valor venal", che dovrebbe essere il reale valore commerciale dell'immobile, ma in molte prefeituras, per ovvie ragioni tende ad essere piú alto, questo imponibile si applica nel caso il valore dichiarato sull'atto sia uguale o inferiore al "valor venal", se il valore dichiarato sull'atto é superiore al  "valor venal" allora l'imponibile passa ad essere il valore dichiarato. Le imposte da pagare sono ITBI (Imposto sobre a Transmissão de Bens Imóveis) che a secondo delle località può variare da un 2%, valore piú comune,  fino ad un 5% che troviamo, ad esempio,  nelle zone  piú centrali di São Paulo, poi vi é il costo dell'atto di compravendita al cartório, ed anche qui la situazione varia da stato a stato, in base fasce di valore dell'immobile cosi come la successiva registrazione al CRI (cartório de registro de imóveis)  per l'aggiornamento della matricúla, mediamente si puó affermare che in Brasile il costo di imposte di acquisto di un immobile varia dal 5% al 8% del valore imponibile e anche l'imposta annuale IPTU (Imposto sobre a propriedade predial e territorial urbana) varia da municipio a municipio. In Brasile piú che a Capo Verde é consigliabile farsi assistere da un tecnico in transazioni immobiliari iscritto all'ordine del  CRECI perché proprio sulla base di una articolata legislazione sulle transazioni di immobili tale attivitá é regolamentata da una legge federale; infatti compete al tecnico iscritto al CRECI non solo l'intermediazione ma anche la consulenza tecnica, assistenza, perizie, etc. La situazione di acquisto immobile in Brasile appena descritta é solo una delle possibili, un iter  differente vi è nel caso di acquisto di immobili finanziati, immobile sotto dominio del patrimônio da união, etc. l'ausilio di un tecnico nell’intermediazione e nella transazione è previsto per legge e ampiamente consigliato.
184) Salve, Vorrei informazioni sul visto permanente a Capo Verde, ho letto che non vi sono rappresentanze diplomatiche italiane, questo rende difficile il rilascio del visto? (Andrea 27-10-2014)
Diverse situazioni danno diritto ad ottenere la residenza a Capo Verde (CARTÃO DE RESIDÊNCIA) tra questi apertura di una impresa, contratto regolare di lavoro, matrimonio, figlio, pensione, etc. L'assenza di rappresentanze diplomatiche italiane nell'arcipelago (realmente vi é solamente un consolato onorario a Praia che dipende dall'ambasciata del Senegal)  non pregiudica la fattispecie in quanto i  visti sono rilasciati dalle autorità capoverdiane, ambasciata a Roma,  consolati di Capo Verde in Italia e sedi della polizia nazionale a Capo Verde. I consolati onorari di Capo Verde in Italia, a   Verona, Torino, Napoli, Firenze e Palermo, godono di ampi poteri delegati dall'ambasciata e funzionano abbastanza bene, non sembra molto difficile ottenere un visto temporaneo di sei mesi o un anno,  che permette di organizzare e ponderare meglio il sogno residenza in questo bellissimo arcipelago tropicale,  cosa che noi sempre consigliamo a chi sta pensando ad un trasferimento definitivo. A questo link più informazioni sulla residenza e sedi diplomatiche, e a questo altro link, un utile foglio informativo relativo all'argomento che abbiamo ritirato presso l'unità di immigrazione della capitale Praia
183) Salve, complimenti per il sito e gli aiuti che date informando le persone, io vorrei sapere quali documenti bisogna portare alla federale in Brasile, per fare il rinnovo del visto per investimento e passati i tre anni di validità della carta di identità per stranieri (Andrea G. 27-10-2014)

Salve, ti ringraziamo per l’apprezzamento di questa sezione, per il rinnovo della CIE in Brasile (Cèdula de identidade do estrangeiro) nel tuo caso ti consigliamo di recarti qualche mese prima della scadenza indicata sul documento presso la sede della polizia federale dove sei residente, facendo per  tempo l’agendamento dal sito, e portare con te tutti i documenti elencati nella’art. 7 della RN 84/2009 che vedi a questo link  http://www.bmimobilis.com/utilidades/rn842009.pdf

182) Salve, sono divorziato in Brasile e proprietario di un appartamento che fu comprato durante il matrimonio, il divorzio è avvenuto di ufficio perché la mia ex moglie è andata via 5 anni fa e non si è mai presentata alle udienze, come faccio adesso ad intestare l’appartamento solo a me, devo rifare l’atto al cartorio? Lei potrebbe ricomparire avere diritti sull'immobile? (Pasquale F. 12/10/2014)

Non devi fare di nuovo l’atto di compravendita, devi richiedere la  trascrizione del divorzio sulla matrícula dell’immobile,  effettuando un “pedido de averbação” indirizzato all’ufficiale del cartório del registro immobiliare (CRI), alla richiesta va allegato il certificato di matrimonio del cartório civile con annotazione del divorzio. Se sei in possesso della sentenza di divorzio devi recarti prima al cartório civile dove ti sei sposato in Brasile a richiedere la trascrizione del divorzio sul certificato di matrimonio, ma molto probabilmente a questo dovrebbe aver giá provveduto il tuo avvocato. Riguardo ai diritti sull'immobile della tua ex moglie, se comprato durante il matrimonio in comunione dei beni lei ha diritto ad una quota del 50% dell'immobile, ma se vi é un divorzio questo deve sancirlo anche la sentenza, se il divorzio é stato decretato senza che lei mai si sia mai presentata ad una udienza, e la sentenza non menziona  ripartizione dei beni o altro, fai tranquillamente l'averbação del divorzio sulla matrícula dell'appartamento e l'appartamento legalmente diventa solo tuo; poi non é escluso che lei possa anche presentarsi e vantare il suo diritto sull'immobile, ma soprattutto se é passato del tempo e nella situazione da te descritta, riteniamo poco probabile che possa avere delle ragioni legali a suo favore, chiedi comunque il parere anche al tuo avvocato che ha seguito il divorzio.

181) Salve, vorrei alcune informazioni riguardanti la compra vendita di attività  o appartamento, in Brasile, nel mio stato civile. Io sono separato legalmente, sono in possesso della sentenza già legalizzata sia dal tribunale, sia dal consolato brasiliano. Vorrei sapere se con tale documento. posso acquistare e vendere, o devo aspettare il divorzio (Antonio G. - 07/10/214)
La separazione comporta il decadimento della comunione patrimoniale tra i coniugi, il principio vale anche secondo il codice civile brasiliano, e quindi da separati si acquista la totale proprietà, non vi sono problemi relativi all’acquisizione di beni immobili, quote societarie o attività commerciali e nemmeno per la eventuale successiva alienazione, nel caso di beni immobili è solo consigliabile effettuare “averbação” del successivo divorzio sulla matricúla dell’immobile presso il CRI, quando questo avverrà; in quanto per principio generico alla separazione può anche seguire una riconciliazione ed eventuale subentro in una comunione patrimoniale.
Lo stato di separato, con un notevole risparmio su legalizzazione, traduzioni e registrazioni, può essere documentato con il “certificato di matrimonio con annotazione della separazione” emesso dal proprio comune di residenza (se la sentenza è stata trascritta) e legalizzato all’ufficio territoriale del governo (ex prefettura) e poi al consolato del Brasile di Roma o Milano. Nella realtà sarebbe piú corretto usare proprio il certificato di matrimonio con la trascrizione della separazione in quanto la sentenza é un provvedimento della giustizia italiana che si formalizza pubblicamente proprio con la trascrizione negli atti anagrafici,  chi é chiamato a certificare lo stato civile di una persona é l'ufficiale  dello  stato civile e non il tribunale,  l'ufficiale dello stato civile é chiamato a trascrivere la separazione sull'atto di matrimonio ed il successivo divorzio sulla certificazione dello stato civile del soggetto.

180) Ho saputo una cosa che mi ha fatto venire dei dubbi sull’investire in Brasile, è vero che una vendita di immobile puó essere annullata se il venditore ha dei debiti o è protestato, è un rischio che si puó correre in Brasile? (Carlo P.  -  05/10/2014)

La giustizia federale ha anche  questo potere se il venditore ha dei  debiti o protesti con il fisco federale o con la giustizia federale e riesca, in qualche modo, a disfarsi dei suoi beni prima che provvedimenti esecutivi lo raggiungano, tuttavia nella pratica è difficile che chi compra un un bene immobile in Brasile corra  rischio del genere, se la transazione immobiliare viene fatta con le normali procedure di legge e dovute cautele. Ad esempio, se la transazione immobiliare è fatta tramite un tecnico correttore di immobili è compito di quest’ultimo una prima verifica sulla situazione dell’immobile e anche del  venditore, il secondo e definitivo controllo viene poi fatto dal cartorio chiamato a redigere l’atto pubblico di vendita, il quale effettua nuovamente tutti i controlli e l’acquisizione delle certificazioni negative di immobile e venditore, quindi, per succedere quello che lei ipotizza vi deve essere una seria svista da parte del tecnico  e dell’ufficiale del cartorio. Senza scendere in tecnicismi particolari le uniche situazioni, che secondo   noi, possono generare una provvedimento del genere possono essere dei debiti con il fisco federale (RFB) risultanti nella “divida ativa da união”  (si tratta di un registro federale in cui dopo un certo tempo vengono inscritti debiti della persona fisica o giuridica verso enti federali (união), e da questo registro poi partono le procedure esecutive), oppure protesti della giustizia ed anche in questo caso esiste un registro federale dove sono inscritti tutti i protesti, le certificazioni negative di tutto questo devono essere acquisite dal cartorio chiamato al redigere l’atto pubblico di compravendita, che non puó eseguirlo se non risultano negative queste ed altre situazione dell´´immobile e della parte alienante. Non sappiamo se ci sono stati dei casi, ma nella pratica se la transazione immobiliare avviene secondo la procedura di legge, questa ipotesi è qualcosa che non si dovrebbe mai verificare.

179) Salve. Mio padre è Italiano ma 10 anni fa si è trasferito in Brasile dove ha comprato un immobile e aperto 2 ristoranti. Oggi possiede doppia cittadinanza. Mi chiedo come possa far uscire dal Brasile circa un milione di R$ per comprarmi un immobile in Italia dato che la banca necessità solo di un contratto di vendita ma lo stato Brasiliano di mille giustificazioni sulla provenienza di questo denaro. Grazie in anticipo. (Mario - 02/08/2014)
Purtroppo esistono problemi ultimamente sia per l'entrata di denaro in Brasile che per l'uscita,  dipendendo però nella maggior parte dei casi dalle banche, in quanto non esiste una normativa ben definita, ma solo delle circolari del banco centrale del Brasile che obbligano le banche a controllare i movimenti finanziari, da e per l'estero, i problemi sono gli stessi sia per i brasiliani che per gli stranieri, il fatto che tuo padre sia naturalizzato non aiuta la situazione. Il principale requisito per l'uscita di valori é avere questo denaro regolarmente dichiarato in Brasile sull'ultima dichiarazione IRPF (se si tratta di una persona fisica), in genere, e per la maggior parte delle banche,  questo requisito unito alla regolare situazione fiscale del richiedente é sufficiente per l'autorizzazione della transazione internazionale, probabilmente tuo padre ha questo problema in quanto la sua ultima dichiarazione IRPF non supporta il valore che lui intende far uscire dal paese o risulta qualche debito fiscale pendente in Brasile. Cogliamo l'occasione di questa risposta anche per richiamare l'attenzione, per tutte quelle persone che hanno investimenti in Brasile, nel preoccuparsi di mantenere regolare il CPF e  fare nei termini di legge previsti la dichiarazione IRPF annuale, in caso contrario un giorno che si dismette l'investimento e si desidera mandare il valore su un conto estero vi saranno sicuramente problemi.
178) Salve, vorrei avere alcune informazioni riguardanti la legalizzazione di documenti per l utilizzo in Brasile, per acquistare casa, attività ecc, ecc. Io sono cittadino italiano e sono in possesso della sentenza di separazione legale (coniugale), già legalizzata in tribunale il 17-09-2014, con timbro e firma da parte del procuratore competente, a breve mi devo recare a Roma per legalizzarla in consolato. Una volta legalizzata in tribunale e in consolato, vorrei sapere se ci stanno delle scadenze da rispettare, per recarsi e poterla usare in Brasile, e da quale date partirebbero. Con l occasione vi invio la pagina della legalizzazione, per vedere se va bene. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti (Antonio - 29/09/2014)
La procedura che stai seguendo é corretta, una volta legalizzata dal consolato del Brasile a Roma, puoi portare con te la sentenza in Brasile dove la farai tradurre in portoghese da un traduttore abilitato (tradutor juramentado), se vuoi perfezionare il tutto andrebbe poi registrata anche al "Cartório de Registro de Títulos e Documentos ", ma puoi riservarti questo adempimento solo in caso di richiesta, non ci risultano scadenze da rispettare in questa procedura, il tutto può anche essere sostituito dal semplice certificato di stato civile del tuo comune di residenza in Italia se trascritta la separazione, sempre legalizzato alla prefettura e poi al consolato del Brasile in Italia. Maggiori informazioni sulle legalizzazioni di documenti a questo link

177) Vorrei trasferirmi in Brasile, ho trovato un lavoro temporaneo di un paio di mesi in una pizzeria italiana vicino Fortaleza, solo che lui non puó assumermi stabilmente, sostituirò solo un pizzaiolo in ferie, ma andrò alla ricerca di altro, solo che entrando con il visto di tre mesi ho paura di non riuscire in questo poco tempo, come faccio ad ottenere un visto di lavoro in Brasile, posso convertire il mio visto di turismo in lavoro dopo mio arrivo, un consulente che ho conosciuto mi ha detto che vi é possibilitá? (Fabio  - 11/10/2014)

Più volte abbiamo chiarito che l’entrata in Brasile con visto di 90 giorni di  turismo o affari non da il diritto di lavorare e stranamente  nemmeno la possibilità di cercare un lavoro, il visto turistico per la legge brasiliana è finalizzato alla sola attività ricreativa o di visita nel paese e quello di affari riguarda il dichiarare l’obiettivo della visita quale finalizzata a attività di investimenti nel paese o affari di altro tipo, ma mai un lavoro subordinato o attività renumerata, abbiamo un caso di un nostro conoscente che ha ricevuto la diffida registrata sul passaporto a lasciare il paese entro 8 giorni (vedi risposta n. 176), perché semplicemente sorpreso a consegnare dei curriculum, ed un altro respinto all'aeroporto di Rio de Janeiro perché alla domanda della polizia federale rispose che stava entrando nel paese ad aiutare un suo cugino nell'attività, inoltre anche chi fa lavorare una persona non in regola nel paese potrebbe incorrere in sanzioni. Entrando da turista non è possibile ottenere direttamente in Brasile il visto di lavoro, in quanto questo viene sí concesso in Brasile ma rilasciato in Italia dal consolato brasiliano di Roma o Milano, se titolari di passaporto italiano, il sistema é questo per il visto di lavoro e nessun consulente  può aiutarti. Unico consiglio che possiamo dare è riuscire ad ottenere da prima un visto di lavoro regolare da qualche impresa insediata in Brasile, perché direttamente in Brasile non potrai ottenerlo e superato i 90 giorni ti troverai in una condizione di irregolarità, piú informazioni sull’argomento a questo link.

176) Salve, leggo periodicamente le preziose informazioni sul Vostro sito e vi faccio i complimenti. Vorrei delle specifiche,  cosa succede ad un italiano che resta in Brasile oltre i tre mesi, è possibile prorogare il visto oltre i tre mesi? Cosa succede se si viene controllati e uno è irregolare? si può essere arrestati o vi sono solo delle multe da pagare?  Se uno passa un periodo di irregolarità in Brasile poi  può ottenere un visto permanente in futuro? (Fabio R. - 10/09/2014)

Al momento è concessa agli italiani la possibilità di restare in Brasile per un periodo di tre mesi ogni sei mesi, maggiori informazioni a questo link. Restare in Brasile oltre il tempo legale del visto, da luogo ad una sanzione amministrativa di R$ 8,28 al giorno fino ad un tetto massimo di R$ 828,00 e può generare  tre provvedimenti, una diffida registrata sul passaporto che obbliga all’uscita dal paese entro 8 giorni, provvedimento che in genere si riceve quando si ci reca alla polizia federale proprio per regolarizzare la propria posizione  e pagare la suddetta multa, la deportazione o la espulsione sono provvedimenti applicati in taluni casi, e non solo nei casi in cui si "sfora" con il visto turistico, oppure se non si rispetta il provvedimento di diffida di cui sopra, possiamo dire che tali provvedimenti sono amministrati dalla polizia federale, a parte l’espulsione che risulta essere un provvedimento più raro  ma  definitivo, molti stranieri in talune situazioni si sono visti notificare direttamente un provvedimento di deportazione, dipende dal caso, e come spesso é in Brasile dipende dal funzionario che si ci   trova di fronte. Sul fatto che situazioni di precedente irregolarità pregiudichino il successivo rilascio di un visto permanente (RNE) possiamo testimoniare che numerosi nostri clienti che hanno sanato situazioni precedenti di permanenza irregolare nel paese hanno poi ottenuto il visto permanente (RNE) senza problemi, se si tratta della sola permanenza irregolare per la legge brasiliana è  una sanzione amministrativa che non dovrebbe pregiudicare successive richieste di visto permanente (RNE), ma anche non bisogna dimenticarsi che il visto permanente (RNE) è sempre una concessione, non è un diritto, ed uno storico personale di irregoralità nel paese puó non giocare a favore se la pratica va a cadere su una commissione piú severa. Per chi é interessato a questi argomenti e conosce un poco di portoghese consigliamo di seguire il sito  http://www.estrangeirosbrasil.com.br/. molte informazioni e una newsletter che avvisa di tutte le novitá inerenti nuove regole, normative, etc. tutto riguardante gli stranieri in Brasile.

175) Salve, nel 2008 ho acquistato un appartamento In Brasile, regolarmente pagato tramite bonifico bancario dal mio conto corrente in Italia e inviato direttamente al venditore brasiliano sul suo conto corrente In Brasile, fino a qualche anno fa, potevo  stare in Brasile, sei mesi consecutivi ma ora con l’attuale normativa sui visti si può restare nel paese per un massimo di 90 gg. Su un periodo di 180 gg. Questa circostanza ed altre valutazioni mi hanno convinto a vendere l’appartamento  e investirli in Brasile, in una Società, al fine di ottenere il visto permanente come investitore, non posso aprire un conto corrente in Brasile e quindi non saprei dove depositare il denaro della vendita dell’appartamento, per poi investirlo in una società. Ci sarebbe l’alternativa di far depositare il ricavato  della vendita presso il mio conto corrente in Italia e successivamente  inviarlo  in Brasile,  per investirlo nella Società. Penso che questa soluzione sarebbe molto onerosa, tanto da farmi desistere nel realizzare il progetto. Il mio quesito è il seguente: esiste una soluzione praticabile e legale per realizzare il mio progetto, senza, necessariamente, far uscire dal Brasile il denaro ricavato dalla vendita dell’immobile? (Carlo - 22-08-2014)

Purtroppo la soluzione che lei prospetta come una onerosa alternativa è necessaria per la pratica finalizzata all’ottenimento del visto quale investitore ai sensi della  RN 84/2009, tale normativa prevede la concessione del visto ad investimenti di provenienza straniera (em moeda estrangeira) corrispondenti a minimo R$ 150.000 che devono giungere sul conto della società necessariamente da un conto estero passando per un apposito registro (SISBACEN), quindi se lei verserebbe sul conto della societá tale cifra da un conto brasiliano non si tratterebbe di un investimento  "em moeda estrangeira" ma di una somma giá investita in Brasile che non le darebbe diritto al visto permanente in base alla RN 84/2009, la soluzione come lei ha ben inteso è onerosa perché il denaro verrà cambiato due volte, vi saranno le imposizioni dell’imposta IOF e le commissioni della banca ma è l’unica via possibile per ottenere questo tipo di visto, informazioni a questo link.

174) Possiedo un immobile a Porto Seguro, ho saputo che qualcuno ha venduto e poi ha avuto problemi o molte tasse da pagare per inviare i soldi in Italia, è vero? Quali sono le tasse da pagare?  (Giacomo 11/08/2014)

Avendo un conto corrente in Brasile, cosa ormai possibile solo per chi in possesso di visto permanente (RNE), al momento l’unica imposta da pagare sui bonifici bancari dal Brasile verso conti esteri è la IOF, imposta sulle operazioni finanziarie dello 0,38% sul valore della transazione, il maggior costo è sul contratto di cambio con la banca; infatti  per l’invio è necessario effettuare con la banca  il  cambio anticipato dei R$ con la valuta del conto destinatario oppure in dollari, non vi sono al momento altri costi se non eventuali commissioni che può aggiungere la banca, e questo dipende dalle banche. Il maggior problema è che per l’invio all’estero del denaro è necessario che la banca approvi l’operazione di cambio e si possono avere problemi ad effettuare un bonifico dal Brasile verso l’estero se non si è fatta la dichiarazione annuale IRPF, se nella dichiarazione non è stato dichiarato un valore uguale o inferiore a quello che si intende far uscire dal paese, se non si può documentare la provenienza del valore, oppure se non si è in regola con il CPF, stesse regole sono applicate anche per l’entrata di valori in Brasile, non vi sono regole precise se  non una disposizione del Banco Centrale de Brasile che impone agli istituti di credito di controllare questi flussi sulla base di documenti giustificativi, poi ogni banca si regola con una certa automonia.

173) Buongiorno, prima cosa complimenti per il sito, io e due amici italiani abbiamo aperto una società in Brasile, ma per vari motivi a dicembre fa tre anni che la società è aperta e ancora non abbiamo un conto bancario e non abbiamo fatturato nulla, praticamente l'abbiamo aperta, ma è rimasta ferma, volevo sapere se verrà chiusa automaticamente se non facciamo nulla entro i tre anni? (Fabio  07/08/2014)

La ringraziamo, nessuna società in Brasile viene chiusa automaticamente per tali ragioni, anzi è molto comune aprire società per investimenti finanziari o immobiliari che poi nella realtà restano inattive e senza fatturato per molti anni fino poi alla dismissione dell’investimento, il conto bancario non è un requisito obbligatorio per l’esistenza della società, tuttavia la società ha degli obblighi anche se inattiva e se non fattura nulla, probabilmente se non vi siete mai interessati e fatto nulla per diversi anni la società sarà in una situazione di irregolarità per le mancate dichiarazioni IRPJ e/o altre a secondo del ramo di attività  per cui  la società è registrata alla Junta Comercial e alla Receita Federal (RFB) e per le multe che saranno adesso registrate nella cosiddetta “dìvida ativa da união”,  nulla comunque che non si possa risolvere con il pagamento delle  multe per la regolarizzazione, almeno a livello statale e federale, a livello di municipio se la società era titolare di qualche licenza (alvarà) questa dopo molto tempo potrebbe essere scaduta e non più recuperabile. Comunque avendo appena il numeno di CNPJ (Cadastro Nacional Pessoa Juridica)  è possibile eseguire on line qualche rapido controllo relativo al registro dell’impressa e all’esistenza di debiti verso la federazione (união). Il consiglio è quello di rivolgersi ad un consulente fiscale in Brasile (contador) che analizzi la situazione della società.

172) Buongiorno, devo portare del capitale dall'Europa al Brasile, in forma liquida, questo capitale, deve essere dichiarato alla dogana, quale sarà la sua tassazione in futuro a livello di tasse sul reddito (Nel 2015 andrò a vivere in Brasile con mia moglie), se lo accredito, una volta cambiato sul conto di mia moglie, (lei e brasiliana)? Ci sarebbe qualche problema per lei?  (Gabriele 02-08-2014)

Fatto salvo le norme sull’uscita di capitali su cui conviene informarsi presso le autorità doganali, dal lato brasiliano è richiesta la dichiarazione per valori superiori a R$ 10.000 all'entrata nel paese, mediante una dichiarazione chiamata Declaração de Porte de Valores, che può essere effettuata on line a questo link prima di partire, la somma non viene tassata in fase di dichiarazione IRPF in quando non si tratta di un reddito imponibile ottenuto nel paese, e attualmente l'imposta sulla operazioni finanziarie (IOF) non é applicata in questo caso, la somma va tuttavia dichiarata se versata su un conto bancario o in altre applicazioni finanziarie; in caso di futuri controlli da parte delle autoritá fiscali brasiliane (RFB) è solo sufficiente conservare la Declaração de Porte de Valores e il contratto di cambio fatto con banca o con altro ente accreditato dal banco centrale,  dimostrando cosí la provenienza lecita del denaro e il cambio regolare della valuta estera, lo stesso vale su un conto proprio o di un terzo.

171) Volendo fare un piccolo investimento a Capo Verde, quali sono gli adempimenti necessari, si puó aprire un conto in banca? Quali sono i costi e le tasse per comprare un immobile a Capo Verde?(Renato 22/07/2014)
per investire a Capo Verde é necessaria l'apertura del NIF (numèro de identificação fiscal), il codice fiscale locale, si apre  e si ottiene al momento con la sola esibizione del passaporto presso l'ufficio delle imposte a Capo Verde, a Capo Verde é possibile aprire conti bancari sempre con il solo passaporto, i costi di per acquistare un immobile sono due sull'imponibile del valore dichiarato nell'atto di vendita, il 3% di imposte di trasferimento della proprietà (SISA) e il 2,4% del costo del rogito notarile per sul totale del 5,4%, altre informazioni a questo link

170) Sono interessato a investire in un residence nel Brasile vicino a Fortaleza. Io prenderei in affitto la proprietà già recintata e esistente di un piccolo residence per cinque anni e investirei nell’ampliamento del progetto dello stesso riducendo mensilmente l’importo del canone mensile per rientrare del mio capitale. Il proprietario non è d’accordo perché asserisce che in Brasile per la legge dell’usucapione se io costruisco su un terreno affittato anche con un immobile già esistente perde tutti i diritti di proprietà. Se non ricordo male l’usucapione si applica su un terreno/proprietà che io recinto e ne prendo possesso senza nessun titolo da parte del proprietario (contratto di affitto) per 10 o 20 anni senza che l’eventuale legittimo proprietario faccia opposizione prima dello scadere dei 10/20 anni (Ezio 20/07/2014)

l'usucapione non é applicabile  al caso citato, chi e' inquilino di un immobile é ovvio che non ha diritto di usucapirlo, immaginiamo se vi fosse anche vagamente questa possibilitá tutti gli immobili in affitto correrebbero il rischio di passare alla proprietá dell'inquilino. Il possesso che da diritto all'usucapione é diverso e non puó essere quello esercitato dal locatario,  se si costruisce qualcosa su un terreno che é affittato l´immobile costruito viene incorporato al terreno e il proprietario del terreno ne  acquisisce la piena proprietá, la recinzione o meno dell'immobile non ha rilevanza importante ai fini dell'usucapione é appena un elemento del possesso, nel caso specifico si puó stipulare un contratto di "arrendamento comercial" che puó prevedere costruzioni  e migliorie dell'immobile locato in cambio di rispettive riduzioni o esenzione dei costi di locazione, questo tipo di contratto é molto usato nel settore commerciale, industriale e rurale in Brasile, maggiori informazioni sull'usucapione in Brasile a questo link

169) Ho ricevuto procura a vendere un appartamento in Fortaleza da parte di mio padre e mia madre. La procura è stata fatta con atto notarile in Italia. In questi giorni ho provveduto alla legalizzazione da parte della Procura della Repubblica Italiana e successiva legalizzazione del Consolato Brasiliano di Milano. Per rendere valida in Brasile la procura devo farla tradurre in territorio Brasiliano? A chi mi devo rivolgere? (Paolo 10/06/2014)

La procedura da te fatta in Italia è corretta, a Fortaleza dovrai recarti con la procura originale presso il Cartório de registro de títulos e documentos Pergentino Maia (indirizzo e contatti a http://www.cartoriomaia.com.br ) dove richiedere la registrazione della procura, questo atto è necessario al fine di rendere pubblica in Brasile la procura già convalidata dal consolato brasiliano in Italia, dopo di che  sarà necessaria la traduzione in lingua portoghese da traduttore giurato, al link una lista dei traduttori abilitati della Junta Comercial dello stato del Cearà: http://www.jucec.ce.gov.br/jucec/tradutores/tradutores-italiano. A questo punto  non ti resta che recarti al Cartório per la scrittura pubblica di vendita dell’immobile con la dovuta documentazione dell’immobile (matricula aggiornata e certificazioni negative di debiti), passaporti e CPF dei tuoi genitori e tuo e certificato di matrimonio dei tuoi genitori (se spossati) con indicazione del regime dei beni, maggiori informazioni puoi contattare nostra sede di Fortaleza

168) Buongiorno, vorrei porre un quesito in merito alla tassazione di trasferimento di denaro dal Brasile all’Italia, sono un lavoratore dipendente iscritto all’AIRE che lavora come dipendente in Brasile presso una società brasiliana. Se trasferisco parte dei miei stipendi in Italia da un conto in Brasile, dette somme di denaro sono tassate? (Michela 09/06/2014)

Dal lato italiano il reddito ottenuto all’estero non può essere tassato se residenti all’estero e iscritti all’AIRE, dal lato brasiliano per l’invio della somma all’estero  a mezzo bonifico bancario vi saranno commissioni di cambio e costi del bonifico, questo costo dipende da banca a banca consultabile sulle relative tabelle del costo dei servizi della banca, più una imposta governativa sulle operazioni finanziarie (IOF) dello 0,38% sul valore della transazione.

167) Possiedo un appartamento a Natal, regolare CPF, ma non riesco ad aprire un conto in banca non avendo il visto di residenza, ne avrei necessità per ricevere periodicamente gli utili dell’affitto dall’agenzia che gestisce l’immobile, purtroppo posso recarmi solo una volta all’anno in Brasile, possibile che in Brasile un non residente straniero può avere immobili e società  ma non un conto in banca? (Domenico 08/06/2014)

Già da qualche anno una circolare del banco centrale del Brasile ha disposto che gli stranieri non in possesso del visto permanente (RNE) non possono essere titolari di un conto in banca come persone fisiche, ne conti correnti, ne conti di deposito a risparmio (poupança). Realmente è un serio problema per lo straniero che non ha il visto e che ha investimenti come persona fisica, vi sono dei problemi nella gestione dell’investimento, come nel tuo caso, ma anche e soprattutto nel rientro del capitale, quando si vende un immobile o una quota di società, molti hanno aperto delle società pur di poter avere dei conti su cui operare, ma questo  naturalmente ha dei costi e una certa burocrazia, risulta conveniente farlo quando gli investimenti sono di una certa importanza. Una soluzione che noi abbiamo trovato e usato per diversi clienti è un fondo di previdenza della banca Bradesco chiamato “plano de previdência VGBL”  questo fondo non ha costi di gestione, offre buoni interessi e permette depositi nella forma di bonifici o assegni  e prelievi,  funziona in modo simile ad un conto di deposito (poupança)  e si riesce ad aprire  solo con passaporto e CPF, da questo fondo si riesce anche a fare un bonifico internazionale  tramite l’ufficio cambi della  stessa banca Bradesco, in tal caso vi sono dei costi maggiori di commissioni e cambio, ma sembra essere l’unica soluzione al momento, maggiori informazioni a questo link della banca Bradesco:  http://www.bradescoprevidencia.com.br/pf/planos-previdencia/PGBL-VGBL

166) Salve, quali sono i costi per il regolare trasferimento di proprietà di un appartamento in Brasile?  (Vittorio 03/06/2014)

Quando la cessione è a titolo oneroso vi sono normalmente tre costi per il regolare trasferimento e registrazione della proprietà di un immobile per atto pubblico in Brasile. 1 ITBI è l’imposta municipale sul trasferimento dei beni immobili, 2 Costo del Cartorio, è il costo pagato per la registrazione della scrittura pubblica di compravendita presso cartorio notariale, 3 - Costo di trascrizione della scrittura sulla matricula dell’immobile al Cartorio del Registro Immobiliare (CRI). Questi costi possono variare da stato a stato e da municipio a municipio, in base alle tabelle in vigore organizzate per fascia di valore. Ad esempio l’ITBI può  variare dal 2%  in città come Fortaleza, Rio de Janeiro o  Belo Horizonte fino al 5% che troviamo nella regione metropolitana della città di San Paolo. Il costo invece di cartorio e registro varia da stato a stato in base alla fascia di valore venale dell’immobile, ad esempio nella stato di San Paolo per un immobile del valore inferiore o uguale a R$ 100.000 si paga  R$ 1.131,00  di spese di registro al CRI  e R$ 1.643,00 di costo di scrittura al cartorio. Mediamente i costi totali si aggirano dal 6% al 8% del valore venale dell’immobile. Un dubbio di molti è quello dell’imponibile su cui si basa il calcolo che non è il valore dichiarato sulla scrittura pubblica dalle parti ma quello venale, per valore venale intendiamo il valore di mercato periziato dalla prefeitura (municipio) prima della vendita. Se poi il valore dichiarato dalle parti è superiore al valore venale, l’imponibile passa ad essere il valore dichiarato, molte volte il valore venale fissato dalla prefeitura tende ad essere più alto del reale valore di mercato, per ovvio vantaggio dell’erario municipale, ed è comune procedura contestare il valore venale mediante perizia valutativa di un tecnico iscritto all’ordine del CRECI, che presenti una perizia di valutazione inferiore, nella maggior parte dei casi si riesce a ridurre il valore venale con un conseguente risparmio su tutte e tre le voci di costo sopra riportate.


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