Arte, musica, sport e cultura in
Brasile
L’arte
trova in un paese come il Brasile terreno fertile e
prosperoso. I brasiliani infatti, a causa della loro natura estroversa e
al tempo stesso allegra e triste, hanno sempre espresso picchi altissimi
in ogni campo dell’arte a partire dall’epoca pre-colombiana,
con l’arte degli indios che ancora
oggi influenza la produzione artigianale. Un campo dove sicuramente i
brasiliani raggiungono l’eccellenza è la musica, da sempre sottofondo
(ad alto volume!) dei balli e della vita quotidiana locale, che col tempo
ha avuto modo di riscuotere grande successo a livello mondiale grazie a
generi come la bossanova e il samba,
colonna sonora del
carnevale,
e all’apporto di artisti come Roberto Carlos,
Caetano
Veloso, Joao Gilberto,
Gilberto Gil e diversi altri. Il Brasile vanta inoltre una
grande tradizione nel campo della letteratura, con scrittori come
Jorge Amado e, per risalire ai giorni nostri,
Paolo Coelho, dell’architettura e della pittura. La grande
passione per il ballo e per la musica dei brasiliani trova sfogo
soprattutto in quella che viene considerata la manifestazione popolare brasiliana
per antonomasia: il
carnevale.
Celebrato nel mese di febbraio, che in Brasile corrisponde alla fine
dell’estate, è sicuramente una delle manifestazioni
più imponenti e affascinanti del grande paese, in cui le
scuole di samba si sfidano a colpi di carri imponenti e
balli sfrenati sino a tarda notte, per la felicità di turisti e
brasiliani,
soprattutto in città come
Rio de janeiro,
Salvador de
Bahia o
São Paulo.
Alla preparazione della
festa le scuole dedicano in alcuni casi l'intero anno,
tanta è forte la
rivalità tra le varie scuole e la felicità, da sbandierare in faccia
agli avversari, per i vincitori. Altra grande passione dei brasiliani è
rappresentata dallo sport, che è ovunque seguito e praticato. Accanto
al beach-volley e al beach-soccer,
che proprio in Brasile sono nati, il Brasile ricorda grandi piloti di
Formula Uno come Fittipaldi, Ayrton Senna, grandissimo campione
scomparso tragicamente in un Gran Premio di San Marino, fino ai giorni
nostri con Felipe Massa, e la pallavolo,
che sia in campo maschile che femminile duella da anni, assieme anche
all’Italia, per il ruolo di migliore al mondo. Ma vera e propria
passione sportiva dei brasiliani è naturalmente il calcio, che ha nel
Maracanà di
Rio de janeiro uno dei
suoi “templi” maggiori, il calcio in questa nazione ha sempre trovato la
sua forma più spettacolare grazie a nomi come Pelè,
Garrincha, Zico,
Falcao, Romario, fino a
giungere ai giorni nostri con campioni del calibro di
Ronaldo, Rivaldo,
Ronaldinho, Adriano e
Kakà. Per
capire la passione per il futebol, basti pensare
che nel 1958, i brasiliani, allora padroni di casa nei mondiali, persero
in maniera beffarda la finale in casa contro i cugini dell’Uruguay,
guidati dal grande campione Schiaffino, nel
paese si con
tarono centinaia di suicidi. Altro
sport che nasconde una forte radice culturale é la
Capoeira,
uno sport di lotta finalizzata
all'autodifesa, nato nel sedicesimo
secolo quando centinaia di migliaia di schiavi venivano prelevati
dall'Africa e portati in Brasile dai portoghesi per lavorare nelle
piantagioni di canna da zucchero. La capoeira é una forma di autodifesa
espressa, o più che altro camuffata, come danza tribale;
furono
gli schiavi, ai quali era proibito combattere, ad inventare la popolare lotta brasiliana, una vera e propria
arte marziale, praticata per difendersi dai soprusi dei padroni,
mascherata con musica e danza. Anche la cucina ha forti radici culturali
dell'antico popolo schiavo africano; la feijoada ad
esempio, che insieme al
churrasco è il piatto
nazionale, non è altro che l'antico piatto povero
degli schiavi, i quali facilmente reperivano i fagioli e parti non
nobili di carne del maiale, sapientemente bolliti si otteneva una
pietanza dall'inconfondibile gusto. Si può facilmente notare che il
popolo brasiliano ama molto la sua radice africana ed hanno fatto
più di loro proprietà culturale alcuni aspetti derivanti dalla vita e
cultura degli schiavi deportati dall'Africa, rispetto alla cultura
ed usanze dei vecchi dominatori portoghesi, di cui il grande paese
fu una colonia. La religione ufficiale dello
stato brasiliano è quella cristiana, che nel paese trova, come in tutto
il Sud-America, uno dei suoi maggiori serbatoi di fedeli e che si fonde
localmente con riti voodoo di derivazione indigena e africana, mentre la
lingua ufficiale è il portoghese, che presenta migliaia di dialetti e
accenti a seconda delle regioni.