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   Lo stato del Cearà, la 'Terra da luz'

    

La “República Federativa do Brasil” è una federazione di 26 stati più il distretto federale, in cui si trova la capitale federale Brasília, ogni singolo stato della federazione ha  un proprio governo, una propria capitale statuale, un proprio ordinamento legislativo (Legislação Estadual), forze armate indipendenti, propri organi amministrativi,  mentre il governo federale legifera sulle materie ed argomenti di interesse nazionale stabiliti dalla costituzione federale (Legislação Federal). Lo stato del Cearà, situato nella regione nordest del paese, con capitale Fortaleza,  ha una popolazione di circa 8,5 milioni di abitanti, un'area di circa 148.825 km² e 184 municipi, si censiscono in circa 1000 gli italiani regolarmente residenti nel Cearà. Lo stato è  ubicato nell'area del nordest  del paese, nel lato del continente sudamericano più vicino all'Europa; poco più di sei ore e mezzo  di volo separano l'aeroporto di Lisbona da quello di Fortaleza.  Il Cearà è uno degli stati più affascinanti di questa enorme nazione, è denominato "terra da luz" (terra della luce), il clima è caldo e secco per tutto l'anno, non vi sono le stagioni ne variazioni climatiche durante l'anno e la temperatura media è di circa 28 gradi, con 2.800 ore di sole all'anno. Tali condizioni climatiche, la natura incontaminata, un litorale costiero  di 573 Km di spiagge che è riconosciuto come uno degli ultimi paradisi naturali del nostro pianeta, la vitalità, l'allegria e l'ospitalità del popolo del Cearà, la sua splendida musica e la cucina,  fanno di questa terra un ambito luogo di vacanze,  non solo per le migliaia di turisti stranieri che ogni anno vi si recano, ma per gli stessi brasiliani che raggiungono il Cearà soprattutto dal sud del Brasile durante le stagioni fredde o temperate. (nella foto al lato la spiaggia di Lagoinha a 1 24 Km da Fortaleza)

dragao do mar FortalezaDiversi aspetti storici e culturali rendono gli abitanti del Cearà particolarmente orgogliosi della loro terra; Il Cearà fu  il primo stato  ad abolire la schiavitù nel 1884, quattro anni prima della legge Aurea emanata dalla principessa Isabella, una delle vie più importanti della capitale Fortaleza (Avenida da Aboliçao) ne ricorda l'evento e la bella  piazza del "Dragão do Mar", nel centro di Praia de Iracema  rende onore a Francisco José do Nascimento, l'umile pescatore jancadeiro (la Jangada e un piccola imbarcazione tipica dei pescatori del nordest del Brasile) che per primo rifiutò l'ordine di trasportare dalle rive del Cearà al largo gli schiavi sulle navi negriere che viaggiavano verso il sud del paese, dando di fatto inizio al movimento abolizionista. Il Cearà ancora oggi è definito infatti "Terra Da Luz"  (terra della luce) non per una questione climatica o di luce solare (come molti immaginano), ma metaforicamente, per essere stata la terra della libertà; così infatti la definì per primo il giornalista José do Patrocinio, uno dei maggiori giornalisti e storici dell'abolizionismo in Brasile. Il Cearà è anche la terra degli indios Tabajara, una tribù indigena di forte cultura di cui l'arte e l'artigianato di oggi ne conservano le immagini e le tradizioni; gli indios Tabajara, con le loro rudimentali armi di difesa, con grande coraggio difesero le loro terre dalle prime invasioni dei portoghesi nel 1603 ed ebbero inizialmente la meglio, dopo però subirono il dominio degli olandesi e poi di nuovo dei portoghesi, lo stato vide l'avvicendarsi  di altre etnie europee, asiatiche e gli molti schiavi dall'Africa che quando liberati si stabilirono in loco; tutto questo ha creato un suggestivo miscuglio di culture,  forse unico al mondo,  in cui oggi lo straniero è sempre il benvenuto  ed è sempre accolto con gioia e sorriso.

Tanti aspetti della vita quotidiana, evidenti anche al turista,  e amati dagli abitanti del Cearà richiamano aspetti  culturali che si perdono nella storia di questo angolo di mondo; la capoeira, che a Fortaleza  si può veder praticare di sera anche sull'avenida Beira Mar,  era l'arte marziale degli schiavi prelevati dall'Africa a cui era vietato combattere e mascheravano l'allenamento al combattimento con musica e danze, affinché agli occhi dei padroni  sembrasse una danza tribale della loro terra, la feijoada, che insieme al churrasco è il piatto nazionale, era il piatto povero degli schiavi che facilmente reperivano alimenti economici come i  fagioli, il riso e parti non nobili di carne del maiale.

L'arte e l'artigianato è poi un trionfo di colori a pastello, di legno sapientemente scolpito, di tessuti colorati ricavati da fibre naturali, di rappresentazioni di vita quotidiana di pescatori, di artigiani, di indios, i materiali naturali del luogo rappresentano le materie prime, si mischiano stili artistici e culture diverse. Piccoli villaggi e città hanno i loro mercati o zone dell'artigianato in cui il turista può fare i suoi acquisti, i prezzi sono bassissimi e la bellezza di questi oggetti è unica. A Fortaleza si può andare nella fiera dell'artigianato tutti i giorni sull'avenida Beira Mar dalle 16.00 alle 22.00 (foto al lato) o al Mercato Centrale.

La pesca, insieme al turismo,  è una della principali attività economiche del litorale, è un'attività che conserva forti tradizioni e non è mutata molto nel corso degli anni, praticata per lo più da pescatori indipendenti con le loro piccole tipiche imbarcazioni denominate  "Jangada" che sono un simbolo per lo stato, la cui immagine ricorre frequente nell'arte e nell'artigianato. In diversi  villaggi vicino Fortaleza al mattino è possibile vedere rientrare tutti insieme decine di Jangadas dopo la notte di pesca. La pesca nel nordest del Brasile 

La cucina cearence merita un cenno particolare, il churrasco e la feijoada sono diffusi ovunque come nel resto del Brasile; ma qui dove la natura ha dato qualcosa di più sono tante le altre specialità che attirano i buongustai.  Ottima e variegata è la frutta tropicale reperibile fresca tutto l'anno grazie al clima costante: mango, caju, maracujá, jaca, mamão, pinha, banane, ananas, cocco fresco da bere, acerola, jambo, carambola sono delle vere delizie, che anche se spesso reperibili in Italia qui hanno tutto un altro sapore, in uno stupendo miscuglio di profumi e di colori vivacissimi. Vere delizie da segnalare sono la castagna secca di caju (il seme del frutto del caju abbrustolito ed essiccato), il succo di acerola, la mousse di maracujá, il pavè di cocco fresco, il mango, ed è poi impossibile farsi mancare il cocco fresco da bere gelato; quasi tutti dopo aver bevuto il contenuto lo buttano, ma è ottimo anche aprirlo e mangiarne la morbida polpa; pochi sanno che anche i dolci del Cearà sono ottimi soprattutto le mousse ed i pavè ricavati dalla polpa di frutta tropicale o la "rapadura" un dolce ottenuto dalla canna da zucchero e secondo le credenze locali un ottimo sostituto del viagra.

Il pesce ed i crostacei sono forse la maggiore tipicità culinaria del Cearà, una specialità amatissima è il Caranguejo (i granchi); non sempre agli stranieri piacciono e non è facile mangiarli come fanno loro, ma superato il dubbio dell'aspetto poco attraente in realtà sono ottimi, Il caranquejo è anche un passatempo per gli abitanti del Cearà, infatti è facile vederli sulla spiaggia per intere giornate a ripulire minuziosamente   questi granchi senza farsi mancare birra e caiprinha.  Il giovedì (Quinta-feira) a Fortaleza è la serata della "caranquejada"  dove si ci ritrova nelle "barracas de praia" di Praia do Futuro a mangiare il caranquejo ed ascoltare musica dal vivo (forrò e samba) fino a notte fonda. La pesca è una delle attività tipiche del Cearà, ogni giorno i pescatori con le loro "Jangadas" rientrano dal mare, e questo lato caldo di Atlantico regala loro una grande varietà di pescato, che sempre fresco viene venduto nei mercati e anche direttamente ai turisti. A Fortaleza ad esempio è possibile comprare il pesce appena pescato  direttamente dalle jangadas o dall'adiacente mercato alla fine dell'Avenida Beira Mar e farselo cucinare dai vicini ristoranti, i prezzi non hanno paragone con l'Italia, mediamente un chilo di gamberi appena pescati (Camarão) costano poco più 3,50 euro (10,00 R$), altro pescato sempre disponibile sono: aragosta (altra tipicità della zona), pargo, calamaro, polipo, sirigado e surubin. Il pesce viene servito fritto o alla brace con contorni di riso, verdure e spezie varie, consigliamo i gamberi aglio e olio "Camarão ao alho e óleo" (che appena pescati e con aggiunta di spezie sono una specialità!) oppure le ottime aragoste o il sirigado. Il  piatto di pesce rappresentativo del Cearà è la "Peixada cearense" una specie di zuppa di pesce con pomodoro, patate, cipolla, aglio, peperoni, limone e   latte fresco di cocco, un abbinamento particolare da provare! una unione di sapori di terra e di mare. Un cenno è dovuto al cocktail nazionale la "Caipirinha" (potremmo dire l'equivalente di Rum e Coca a Cuba!) ottenuto con Cachaça (distillato ottenuto della canna da zucchero), zucchero e limone.


Staff  FortalezaVacanze.net - 16/02/2013

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