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 Il lavoro  dipendente per gli stranieri in Brasile, il visto di lavoro subordinato

Abbiamo trattato in altri articoli il tema degli investimenti e dei visti per stranieri  dal punto di vista legale e delle attuali normative vigenti in Brasile;  ci sono giunte molte  richieste  su come e dove trovare un lavoro dipendente  in Brasile, forse conseguenza della crisi economica e del periodo di insoddisfazione che si vive attualmente in Italia. Cominciamo col dire  che il Brasile applica una politica abbastanza protezionistica dell’economia interna, sia della produzione industriale che del lavoro nazionale; ad esempio, conoscono bene  le difficoltà burocratiche  e le alte imposte tutti coloro che in Brasile lavorano nel mercato delle importazioni; chiunque ha viaggiato in Brasile avrà ad esempio notato  l’altissimo costo dei prodotti importati come ad esempio la nostra pasta, formaggi, vini, etc. Costo dovuto ad alte  imposte doganali  che spesso fanno raddoppiare  il prezzo di un prodotto importato, al  fine di  proteggere la produzione nazionale; lo stesso avviene nel mercato del lavoro. Il tipico visto di lavoro  subordinato in Brasile ha la durata da tre mesi fino a due anni prorogabili ed è concesso  dal ministero del lavoro brasiliano (MTE - http://www.mte.gov.br/); alla pagina “visti permanenti e temporanei” , abbiamo illustrato la procedura su come viene richiesto e concesso anche tale tipo di visto. Buona parte delle richieste di  visto per lavoro subordinato temporaneo  viene nella pratica rigettata per indizio di sostituzione di mano d’opera nazionale”; significa che per assumere uno straniero una impresa in Brasile deve “convincere” il ministero del lavoro che non ha trovato un brasiliano  qualificato e disponibile ad adempiere ad una specifica mansione e per tale ragione si vede costretta ad assumere uno straniero; una regola rigida e protezionistica,  che da al ministero del lavoro la facoltà di decidere caso per caso e di rigettare senza particolari vincoli la richiesta di visto presentata dall’impresa.  Pur trovando quindi una impresa disposta ad assumere si hanno poi poche probabilità di ottenere il visto di lavoro, le probabilità aumentano quando nella realtà si presenta una richiesta per una mansione tecnica di medio o alto livello, quelle dove nella realtà le aziende insediate in Brasile possono giustificare di aver necessità di quella figura professionale qualificata, difficilmente reperibile a livello nazionale. Raramente un cameriere o operaio generico si vedrà approvato un visto di lavoro dipendente, al contrario le possibilità aumentano per un cuoco qualificato  o per un tecnico altamente specializzato. Le grandi imprese italiane insediate in Brasile vedono nel loro organico lavoratori italiani in mansioni dirigenziali, quadri e  funzioni altamente tecniche, tutte le mansioni ordinarie e di manovalanza devono essere reperite nel mercato nazionale. Anche con l’attuale normativa RN 84/2009, relativa alla concessione del visto permanente per investitori, nella richiesta di visto per il socio investitore l’impresa si deve compromettere in un piano di investimenti che prevede assunzioni di personale brasiliano, è data poi possibilità di assumere dirigenti e funzionari esecutivi stranieri a quelle imprese che hanno investito in Brasile almeno  un capitale di R$ 600.000 (RN 95/2011) o di almeno R$ 150.000, ma garantendo una assunzione di almeno 10 brasiliani; come si vede, se si concede qualcosa allo straniero tutto obbliga l'impresa verso l’assunzione di personale locale in proporzioni ben maggiori; questo anche quando le imprese sono costituite da totale capitale straniero. Detto questo, la nostra idea è che trovare un lavoro dipendente in Brasile  non è facile, in quanto anche riuscendo a trovare l’impresa che vuole assumere, da straniero, si ci scontra poi con una legge sui visti di lavoro che protegge molto il  lavoro interno; le probabilità aumentano appena quando si fa riferimento a mansioni  tecniche specifiche di media o alta qualificazione. Figure molto qualificate, di livello accademico, sembrano essere al contrario gradite dal ministero del lavoro; inquadrando tale fattispecie sul piano del trasferimento di tecnologie e conoscenze che entrano nel paese e possono contribuire allo sviluppo; in pratica se lo straniero entra a lavorare deve essere capace di apportare un reale beneficio all'impresa che lo assume o, in contesto più ampio, a tutto il paese.   Che trovare un lavoro dipendente in Brasile sia difficile comunque non vuol dire che sia impossibile, nel 2012 i contratti di lavoro temporanei di stranieri in Brasile sono stati 64.282 totali, di cui 2.610 italiani (Fonte: ministero del lavoro brasiliano - MTE), nel totale dei 64.282 ben oltre la metà laureati, e questo conferma quanto già scritto.  Nonostante gli italiani non siano tra i primi come numero di contratti stipulati, più di altre nazioni l'Italia ha in Brasile una massiccia presenza di residenti, lavoratori ed anche importanti imprese già da tempo ben insediate nel paese, oltre a tantissime medie e piccole imprese, ad esempio, la nostra TIM è la seconda operatrice di telefonia mobile nel paese e la FIAT ha il suo più grande stabilimento nella città di Belo Horizonte; chi cerca un lavoro,  potrebbe ad esempio cominciare proprio da questo; ossia dalle imprese italiane presenti in Brasile (sulla rete si rimediano facilmente gli elenchi delle imprese italiane insediate in Brasile), è bene anche mantenersi informato su forum e siti specifici, perchè proprio questo periodo può essere più ricco di opportunità in vista della coppa del mondo e delle prossime olimpiadi del 2016; infatti proprio lo stesso ministero del lavoro brasiliano, in relazione a tali eventi sta mettendo a punto nuove regole per facilitare la concessione di visti di lavoro a straneri,  è bene anche cercare di qualificarsi nel proprio settore di lavoro, magari cercando di ottenere nuovi titoli e documenti di qualificazione; documentare una buona qualificazione aiuta nella ricerca  e particolarmente nella concessione del visto di lavoro come abbiamo  specificato sopra in questo articolo, ed infine ma non meno importante se affianco ad un discreto portoghese si parla un fluente inglese questo può fare la differenza; nonostante la vocazione turistica del paese i brasiliani che parlano un buon inglese sono ancora pochi, anche in quei settori in cui la conoscenza di questa lingua è importante.

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01/02/2013  - Staff  FortalezaVacanze.net

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